Cultura valore da salvaguardare e valorizzare

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o-ANDY-WARHOL-facebookCultura è un valore che appartiene alla nostra storia ed è tuttora alla base della nostra identità. Sempre più deve essere ricchezza del presente e seme per il futuro, strumento di coesione e occasione di valorizzazione di una società articolata e plurale. Per questo quello dell’Arte, attività e beni culturali è uno dei principali ambiti di intervento delle Fondazioni di origine bancaria, che nel 2013 al settore hanno erogato 269,2 milioni di euro, pari al 30,4% del totale erogazioni, per complessivi 7.681 interventi [1]>>. Così Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, che associa 86 Fondazioni di origine bancaria, il 24 settembre a Roma, in occasione della presentazione del volume dal titolo “Fondazioni bancarie e nuova economia della cultura”, firmato da Marco Maria Tosolini ed edito da Marsilio nella collana Ricerche.

L’incontro – al quale, insieme a Guzzetti e all’autore dello studio, hanno partecipato: Giuseppe Ghisolfi, vicepresidente dell’Abi; Lionello D’Agostini, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, di cui è consigliere lo stesso Tosolini; Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione con il Sud; Antonio Polito, direttore del Corriere del Mezzogiorno – è stato l’occasione per fare il punto sullo stato di questo comparto, che a livello nazionale ha subito un’ulteriore contrazione delle risorse, già pesantemente decurtate negli anni precedenti, anche per la diminuzione dell’apporto di Regioni ed Enti locali, che invece prima avevano ampiamente contribuito al rilancio delle politiche culturali territoriali. Sui bilanci comunali, infatti, l’incidenza media della voce cultura scende al 2,4%, quando fino al 2009 era al 3,3%. In termini assoluti, l’intervento pubblico complessivo (Stato, Regioni, Comuni e Province) è sceso dai 7,5 miliardi del 2005 ai 5,8 miliardi del 2013. Anche per le Fondazioni non è stato un anno facile. La crisi e la conseguente recessione hanno aumentato le pressioni da parte delle comunità di riferimento sollecitando ancor più le Fondazioni ad assumere un ruolo di soggetto promotore e catalizzatore di risorse, complementare e sinergico con gli altri soggetti del territorio, soprattutto al fine di favorire le ricadute sociali ed economiche delle iniziative culturali sostenute. Le Fondazioni hanno anche cercato di favorire l’incremento della domanda di cultura attraverso iniziative che creino un rapporto diretto con i cittadini e che promuovano la loro partecipazione ai processi dell’offerta culturale. Il sostegno si è così orientato verso iniziative artistico-culturali che incentivino la diffusione della conoscenza nella collettività, offrendo maggiori opportunità di intervento e arricchimento culturale, favorendo l’accesso alla cultura e sostenendo l’adesione di un ampio pubblico, a volte anche tramite interventi diversificati e interdisciplinari, caratterizzati dalla “trasversalità” e dall'”ibridazione” con altri settori quali il sociale, l’istruzione, la formazione e lo stesso sviluppo locale. L’analisi dei sottosettori di intervento vede privilegiate le Iniziative a sostegno di creazioni e interpretazioni artistiche e letterarie (incide per il 32,7% sulle erogazioni al settore). Al secondo posto si colloca Conservazione e valorizzazione dei beni architettonici e archeologici (26,4%). Seguono il comparto Promozione e valorizzazione delle arti visive (15,1%), Attività dei musei (6,6%), Editoria e altri mezzi di comunicazione di massa (6,4%), Attività di biblioteche e archivi (3,3%). In particolare è aumentato il peso di iniziative dove sono al centro dell’interesse i valori dello sviluppo umano, della crescita civile e occupazionale dell’attività culturale, puntando soprattutto sulla creatività e sugli interessi culturali dei giovani. La sensibilità delle Fondazioni riguardo all’attuale situazione giovanile si rileva anche dall’interesse di alcune di esse al tema delle industrie culturali e creative che oggi rappresentano, soprattutto a livello internazionale, un punto di riferimento centrale per la promozione dell’imprenditorialità delle nuove generazioni. In tal senso è cresciuta tra le Fondazioni la consapevolezza della necessità di volgere lo sguardo oltre i confini e guardare con attenzione alla politica culturale europea. Temi e obiettivi risultano sempre più convergenti con i programmi culturali e con le strategie di sviluppo comunitari; fra questi: il ruolo prioritario delle attività culturali e creative, la cultura intesa come inclusione sociale, la tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico, il sostegno alla formazione e creazione artistica con speciale riguardo alle giovani generazioni, l’uso culturale delle nuove tecnologie. Ovvero i temi considerati fondamentali nell’ambito di “Europa 2020”, evidenziati nel “Programma Europa creativa” per cui l’Ue ha assicurato un sostegno di circa 1,5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020. Un esempio dell’impegno delle Fondazioni sul tema dell’occupazione dei giovani nel settore culturale è costituito dal progetto “Funder35”, promosso dalla Commissione per le Attività e i Beni culturali dell’Acri a sostegno dell’impresa culturale giovanile e giunto alla terza edizione, con un bando annuale da un milione di euro. Così come rivolta all’emergenza lavoro giovani è l’attività della Commissione per l’Artigianato artistico dell’Associazione, che nel luglio 2013 ha promosso la firma di un Protocollo d’intesa tra l’Acri e le associazioni di categoria Cna e Confartigianato, insieme a Unioncamere, finalizzato a dare nuovo impulso alla formazione professionale dei giovani nei diversi comparti merceologici e ad agevolarne l’inserimento nel mondo occupazionale. Coniugare la salvaguardia e la valorizzazione paesaggistica e culturale dei territori con il loro sviluppo economico è alla base di una specifica linea di progetti che le Fondazioni stanno oggi portando avanti con la creazione dei cosiddetti distretti culturali. Essi nascono pensando al nesso tra cultura e territorio proprio in termini di fattore di potenziamento dell’economia, non solo come attrattore turistico bensì come catalizzatore di recupero di professionalità idonee a consolidarsi e a svilupparsi in quel contesto circoscritto di territorio in un’ottica di integrazione fra mestieri della tradizione e innovazione. Nel 2013 le Fondazioni hanno infine continuato l’impegno nella catalogazione dei loro patrimoni d’arte, nell’ambito del catalogo multimediale “R’Accolte” posizionato sul sito dell’Acri e fruibile per chiunque lo voglia consultare, a cui finora hanno aderito 59 Fondazioni con 70 collezioni e oltre 11 mila pezzi.

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