Equitalia vuole accedere ai c/c per pignorarli

 

equitaliaAccessi diretti all’Anagrafe dei rapporti finanziari e all’Anagrafe tributaria da parte di Equitalia, per procedere alla riscossione e al pignoramento in modo diretto e senza autorizzazioni del tribunale.

Equitalia potrà sapere, già con una semplice pressione su un tasto del computer, su quale conto cor­rente andare a pignorare i nostri soldi. Il tutto, quindi, in tempo reale e senza chiedere preventive autorizzazioni. È questa la proposta fatta al #Parlamento dall’amministratore delegato Maria Ruffini, audita in Commissione di Vigilanza. Si tratta di una novità che non ha precedenti e che potrebbe ridurre, di gran misura, l’evasione. Ma procediamo con ordine.

È non è un mistero che l’anagrafe dei conti correnti (o, meglio detta, Anagrafe dei rapporti finanzia­ri) sia stata istituita allo scopo di stanare gli evasori. Si tratta di un maxi data base in cui le banche sono obbligate, per legge, a far confluire periodicamente tutti i dati in loro possesso sui conti cor­renti dei clienti. Se tuttavia, inizialmente, ad essa doveva accedere solo l’Agenzia delle Entrate per stanare l’evasione fiscale, verificando il saldo, i prelievi e i versamenti dei contribuenti, al fine di valutare il loro tenore di vita e poter scovare le falsificazioni dell’Isee, in futuro la banca dati po­trebbe essere utilizzata anche per ottimizzare i pignoramenti di Equitalia. In pratica, si passa da un utilizzo nato solo per l’accertamento fiscale ad uno rivolto anche alla successiva fase della riscos­sione.

Non si tratta di una grossa novità, atteso che, già oggi, qualsiasi creditore – anche privato – può fare istanza al Presidente del Tribunale per accedere ai maxi cervelloni della pubblica amministrazione (ivi compresa l’Anagrafe tributaria e quella dei rapporti finanziari) per effettuare la ricerca telemati­ca dei beni da pignorare; ma la specialità della disciplina che Ruffini chiede al legislatore di autoriz­zare sta nel fatto che l’accesso da parte di Equitalia potrebbe essere diretto e immediato. Insomma, il tutto comodamente dal computer del dipendente di Equitalia che, nel “premere il bottone del com­puter” avvierà il pignoramento del conto corrente.

Per cui, se anche la riforma non ci sarà (circostanza che sembra, però, piuttosto remota), l’Agente della riscossione potrà effettuare la “trafila”, già previsa dal codice di procedura civile, realizzando lo stesso risultato: l’accesso diretto ai dati dei conti correnti dei debitori.

Come avviene il pignoramento del conto da parte di Equitalia

Il pignoramento del conto corrente da parte di Equitalia può avvenire in una forma speciale e sem­plificata prevista dalla legge sulla riscossione esattoriale. In pratica, a differenza dei comuni pigno­ramenti, non c’è bisogno di notificare alla banca un invito a comparire innanzi al giudice dell’esecu­zione. Tutto avviene in automatico, con una lettera (l’atto di pignoramento vero e proprio) recapitata da Equitalia per il tramite di Poste Italiane, sia al debitore che all’istituto di credito. Quest’ultimo blocca immediatamente il conto corrente e, se entro 60 giorni il contribuente non paga il proprio de­bito, è obbligato a versare le somme pignorate sul conto di Equitalia, senza bisogno di alcun ordine del giudice. Il conto resta bloccato fino a quando il debito non è completamente estinto.

Chi si salverà?

A salvarsi – si fa per dire – saranno solo i conti correnti dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, o meglio, quelli in cui si potrà dimostrare che vi vengono depositate solo somme provenienti dall’azienda datrice di lavoro o dall’ente di previdenza e non altri importi. Per essi, infatti, valgono le nuove regole approvate in via definitiva la scorsa estate. E cioè:

per le somme già depositate all’atto della notifica del pignoramento, il blocco può riguardare solo la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale ossia da 1.345,56 in su (l’assegno sociale per il 2015 è pari a 448,52 euro che, moltiplicato x 3, fa appunto 1.345,56);

per le somme che verranno successivamente accreditate a titolo di pensioni o redditi di lavoro il pignoramento potrà avvenire nella misura massima di un quinto.

 di www.laleggepertutti.it

Rate this post

(Visited 543 times, 1 visits today)

Comments

comments

l'ECONOMICO

L'Economico, il primo quotidiano Social Network, sviscera in anteprima notizie di sanità, economia, politica argomenti che i mass media oscurano. La testata è aggiornata, e presenta al suo interno un portale in grado di offrire servizi.

Lascia un commento