Tornano le famigerate polizze vita linked. Statene alla larga

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Gestione-Patrimoni-Family-Office-Imc-e1441719928852Tornano. Tornano le famigerate polizze vita linked, attenzione! Sebbene mascherate, sono tornate le famigerate Linked, vendute come polizze Vita. Sono denominate “Polizze Vita Multiramo” Premi raccolti da Polizze Multiramo: oltre 6 miliardi nel 2013, circa 12 nel 2014, 16 nel 2015, con previsione di circa 20 miliardi nel 2016. La tabella Ania mostra l’impennata dei premi imputabili al Ramo III (Linked): in tre anni (2013-2015) sono aumentati del 137,4 %

Premi Rami 1 e 3

Avendo spuntato la denominazione di polizze vita, le Polizze Multiramo sono vendute come com­ponente aggiuntiva della pensione; sono impignorabili, e quindi, molto amate da chi è soggetto alla legge fallimentare (commercianti ecc.). Caratteristiche: una parte del premio viene investita in una gestione separata; il restante in strumenti Unit Linked. In alcuni casi la compagnia ha la possibilità di decidere quella divisione senza sentire l’”assicurato”, ma solo in funzione delle previsioni di mercato. La suddivisione tra Ramo I e Ramo III è fornita dalla Relazione 2015 dell’Ania. Oltre il 40% dei premi investiti è collocato su prodotti linked.

Multiramo 1

I punti di forza nella vendita: vantaggi fiscali e in materia di successione (l’opzione rendita esente da IRPEF), garanzia del capitale investito, vantaggi nella quota investita in fondi e/o Sicav, capacità di approfittare delle oscillazioni di mercato, esenzione dell’imposta di bollo e l’aliquota agevolata sulle plusvalenze della gestione separata. Insomma, consentono di investire in una gestione separata con garanzia del capitale e di rendimento minimo e contemporaneamente o alternativamente in fon­di assicurativi interni di tipo unit linked, per usufruire degli andamenti favorevoli del mercato fi­nanziario.

Solvency II

Ma perché le compagnie sono tornate alla carica con prodotti che nulla hanno di “assicurativo”, vi­sto che la struttura della polizza non è direttamente collegabile al rischio demografico? La risposta è semplice. Perché con Solvency II (l’equivalente per le compagnie di Basilea 1-2-3 per le banche) le vecchie polizze vita avevano il rischio (vado giù per le trippe) spostato sulla compa­gnia. La pagella aziendale Solvency II risultante sarebbe stata scarsina. Molto meglio trasferire il ri­schio sull’assicurato e migliorare le votazioni in pagella. Questo calcolo e i possibili accomoda­menti nella struttura delle polizze, suggeriti da Solvency II, sono alla valutazione di tutti i tipi di polizza di tutte le compagnie. Su questo tema sarebbe interessante sapere che cosa pensano MEF (tassazione ridotta) e Corte dei Conti, visto che l’unica cosa concreta di questo tipo di polizze (chiamiamole “vita”) sono i vantaggi fiscali. Nel dicembre 2006 si stabilì che la competenza per i prodotti assicurativi ad alto contenuto finanziario sarebbe passata dall’Isvap alla Consob. Nel dicembre 2008, Consob e ISVAP, misero in consultazione un documento concernente la distri­buzione dei c.d. prodotti multiramo, caratterizzati dalla combinazione di coperture assicurative di “ramo I” e di prodotti finanziari di “ramo III”. Da sette anni, quindi, tramite le polizze multiramo, il settore assicurativo si è prudentemente assicurato.

Ivass

Polizze vita multiramo: da IVASS e Associazioni dei consumatori 6 consigli per gli assicurati. Du­rante l’incontro del 3 febbraio IVASS e Associazioni dei consumatori (erano presenti Acu, Adicon­sum, Adoc, Adusbef, Assoconsum, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Movimento Con­sumatori, Movimento Difesa del Cittadino) hanno discusso anche della diffusione delle polizze vita multiramo, che combinano polizze vita tradizionali (con garanzia finanziaria da parte dell’impresa) e polizze unit linked (in cui il rischio di investimento resta a carico dell’assicurato) e delle criticità che alcuni di questi prodotti possono porre in termini di complessità e rischiosità per la clientela re­tail. Si tratta di “Prodotti di non facile comprensione per il cliente che potrebbe non essere pienamente consapevole di assumersi una parte del rischio” come li ha definiti il Presidente Rossi in una recente intervista pubblicata sul settimanale Milano Finanza. Ivass ha esaminato finora 25 prodotti di 17 compagnie (ne ha censiti 73, venduti da 32 imprese); su alcune imprese sono stati effettuati primi interventi, anche ispettivi, per comprendere meglio la struttura delle polizze e le modalità di vendita e stiamo ora predisponendo un piano di azione. Intanto, d’accordo con le associazioni dei consumatori, Ivass dà alcuni consigli ai consumatori:

• Attenzione all’informativa precontrattuale: prendersi il tempo per leggere bene, a casa, il fascicolo informativo ed evitare di acquistare un prodotto di cui non sono stati compresi i meccanismi e le op­zioni eventualmente offerte. Fascicoli troppo voluminosi possono nascondere rischi e costi di non immediata evidenza.

• Attenzioni ai rischi: valutare bene il livello di rischio che si è disposti ad assumere. Le somme in­vestite nella componente finanziaria (unit linked) infatti non sono garantite dall’impresa e il rischio di investimento resta a carico dell’assicurato.

• Attenzione alle parole: nel fascicolo informativo vengono a volte usati termini come “capitale pro­tetto”, “protezione fino al 90%, ecc… che sembrano indicare che l’impresa si impegna a restituire tutto o parte del capitale investito. In realtà questi termini non equivalgono ad una garanzia effetti­va, ma esprimono solo un obiettivo della gestione finanziaria.

• Attenzione alle domande per la “profilatura” del cliente: per accertare che il prodotto sia adeguato l’intermediario deve rivolgere una serie di domande al cliente, che portano alla sua classificazione come persona con “propensione al rischio: bassa, media, alta” …ecc.. (in maniera similare alla c.d. profilatura MIFID). Pretendere che queste domande vi siano rivolte e rispondere in prima persona senza delegare la compilazione del questionario all’intermediario.

• Attenzione ai costi. Nel fascicolo informativo deve esserci una tabella con i costi medi percentuali annui della polizza. Se il costo annuo è del 20% significa che occorre una redditività annua supe­riore per non finire in perdita.

• Attenzione ai trasferimenti di somme nel corso del contratto: verificare se sono previsti meccani­smi di riallocazione del capitale tra le diverse componenti (garantita e non) nel corso della durata del contratto, effettuati automaticamente dall’impresa. In tal caso farsi spiegare bene dall’interme­diario in cosa consistono, quanto costano e quando si attivano.

Ivass e Associazioni dei consumatori hanno convenuto sulla necessità di continuare a collaborare nell’approfondimento di questi prodotti al fine di prevenire situazioni pregiudizievoli per i consu­matori. Tornano e a volte tornano ancora e se tornano scusate il bisticcio di parole, noi saremo qui a mettervi in guardia.

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