Casa: prestito vitalizio in alto mare

palazzo internoCasa: il prestito vitalizio che fine ha fatto? La prima versione fu introdotta in Italia nel 2005, ma ebbe poco successo, un po perché si partiva dagli over 65, ed anche perché ancora non si era entrati in recessione. A quanto ci risulta, pochissimi istituti di credito presero in carico questo prodotto. Forse solo il MPS. Ed i tassi di interesse erano molto elevati. Ora, tale normativa è stata aggiornata ad Aprile 2015, e dal 2 Marzo di quest’anno sono entrati in vigore i decreti attuativi da parte del Mi­nistero dello Sviluppo Economico. Decreti, che,però, dovevano essere varati entro tre mesi, mentre ,invece, si è giunti al 2 Marzo 2016.Le banche dovranno studiare se proporre il prodotto re­lativo al prestito vitalizio (l’età è stata portata a 60 anni, oppure se far finta di nulla. Ci risulta che MPS, che è stata una delle poche banche ad adottare questo tipo di prestito già dal 2005, lo riproporrà in versione aggiornata, mentre delle altre banche non si sa nulla. In cosa consiste il prestito vitalizio? Vediamo:

1) E’ destinato agli anziani che hanno necessità di liquidità e che non vogliono vendere la casa, come nuda proprietà.

2) Il prestito verrà concesso sulle prime case, ma solo su quelle che abbiano un mercato di un certo pregio, dal che se ne deduce che le periferie verranno escluse.

3)Il prestito, con ipoteca, varierà tra il 15-50% del valore dell’immobile, a seconda dell’età del ri­chiedente. Più si è anziani, e più sale la percentuale erogabile sul valore di stima dell’abitazione.

4) Sembrerebbe di capire, che i tassi di interesse potrebbero essere più elevati rispetto a quelli con­cessi sui mutui, e se così fosse , non se ne capirebbe la ragione.

5) Il vantaggio del prestito vitalizio sta nel fatto che si può ottenere liquidità subito, senza rate, che verrà restituita, poi, dagli eredi, i quali potranno vendere la casa entro un anno dall’eredità, o rim­borsare il dovuto, od anche, passato un anno, far vendere l’immobile dalla banca a prezzo di merca­to. L’istituto di credito, in tal caso,recuperata la parte di sua spettanza, restituirà il resto agli eredi.

6) Però, la nota dolente del prestito vitalizio è che, su questo, verrebbe applicato l’anatocismo, cioè gli interessi sugli interessi, che non si capisce come possa essere stato reintrodotto, in questo caso, dal momento che una legge nazionale precedente lo vieta.

Ora occorrerà vedere quanti istituti di credito aderiranno al varo del prestito vitalizio, dal momento che la normativa del 2005 è risultata praticamente lettera morta.

di Roberto Casalena

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