Pittura nelle mani dei mercanti d’arte

pittura-nelle-mani-dei-mercanti-darte

sothebysPittura, painting. La pittura è straordinaria, naturalmente per chi sa tenere in mano un pennello, ed ha fantasia sufficiente per aprire le porte al colore ed ai moti dell’anima. Purtroppo, però, come al solito, troppo spesso i mer­canti d’arte decidono loro ciò che è bello, od arte, scavalcando completamente tutta la potenziale platea dell’umanità. Di fronte ad un quadro, ad una statua, o si rimane estasiati, oppure l’occhio ro­tea altrove. Ma dell’occhio “incatenato” ad un’opera nulla interessa ai mercanti d’arte, ne tanto meno alle case d’asta, che decidono per proprio conto ciò che è arte, anche quando non lo è affatto. L’arte è meraviglia, sogno, estrapolazione della fantasia, un’onirica visione di Dio che alberga in noi. E chi decide l’estasi di un’artista? Pochi, pochissimi, ed il punto è proprio questo. Una volta c`e­rano i mecenati che commissionavano opere in base alla meritocrazia, e non per guadagnarci, tant’è che nessuno oggi può contestare le opere di artisti che sono giunte fino ai nostri giorni. Ma ora sia­mo al punto che mostruosità pittoriche, pugni di colore imbrattati su di una tela, vengano sponsoriz­zate dai mercanti, propinate come opere d’arte, a prezzi da capogiro. Siamo alla follia dell’arte? Sembrerebbe di si. Lampadine allacciate a fili volteggianti, chiodi che bucano la tela e quant’altro, opere che vengono propinate come opere d`arte. E i critici, a loro volta, forse pungolati dai mercan­ti, ci inzuppano la penna. Risultato, opere che andrebbero sponsorizzate rimangono al buio, mentre altre da cestinare brillano nelle gallerie, anche se al di fuori di ogni logica d’arte. Ma i mercanti han­no la meglio. E allora ci si chiede, com’è che accadano cose del genere? Vediamo: un gallerista, per esempio, decide di promuovere un artista, così inizia ad acquistare le sue opere, quando addirittura non prenota tutta la produzione, per un certo periodo. In questo caso il gallerista ha tutto l’interesse a far lievitare il prezzo delle opere, perchè, poi, le venderà sul mercato a prezzi di gran lunga supe­riori a quelli di acquisto. E il discorso per i grandi artisti defunti o ancora in vita non muta. lnfatti, se i mercanti ne possiedono le opere, cercano di farne lievitare i prezzi, altrimenti provano a ridurli. Come? Il meccanismo è semplice: alle aste internazionali non rilanciano più di tanto sui prezzi mi­nimi, mentre se sono loro ad immettere le opere sul mercato rilanciano le offerte per farne lievitare il prezzo finale. E in questo gioco delle parti entrano in ballo anche le grandi case d’aste. Infatti, queste seguono la scia dei mercanti. In che modo? Anche qui il meccanismo è semplice. Le case d’asta guadagnano vendendo, dal momento che prendono percentuali sostanziose da chi acquista e da chi vende. E un invenduto rappresenta una perdita potenziale. Così i listini vengono elaborati sulla certezza che un’opera verrà venduta. Di qui il prezzo minimo imposto, e garantito, al di sotto del quale l’opera non verrà battuta. Troppo comodo. Se nelle aste i mercanti si mettono d’accordo, cioè un’opera a me ed una all’altro, il prezzo rimarrà schiacciato sul minimo, con grave danno per chi ha messo in vendita l’opera. lnsomma, la solita storia del pesce grande che mangia quello picco­lo. E per i nuovi artisti che cercano spazio sul mercato? Anche qui i mercanti la fanno da padrone e la pittura?. Un artista emergente, se non ha i soldi per pagarsi le esposizioni, e di conseguenza per farsi cono­scere e trovare spazi sui giornali, è già defunto prima di nascere. Poi, magari tra 50 anni sarà dive­nuto anche famoso, dopo morto, e qualcuno, nel frattempo, avrà avuto il tempo di speculare sulla sua pelle. Dunque, l’arte dovrebbe avere la possibilità di poter passare prima al vaglio del pubblico, piuttosto che dei mercanti. Ma lo Stato dov’è? Mostre collettive per tutti, dove sono? L’arte non può e non deve essere appannaggio dei mercanti.

Rate this post

(Visited 94 times, 1 visits today)

Comments

comments

Lascia un commento