Yasujiro Ozu, il John Ford del Sol Levante

ozu-yasujiro-03-gYasujiro Ozu è stato il più grande regista cinematografico giapponese ed oggi è universalmente riconosciuto come uno dei Maestri dell’arte cinematografica. Ma la diffusione delle sue opere fu a lungo osteggiata dalle autorità del suo Paese; troppo tradizionalista, troppo legato, sia sul piano estetico sia sul piano culturale a un universo nipponico giudicato difficilmente comprensibile a noi Occidentali. Lo si voleva proteggere, non lo si voleva esporre… e non si voleva esporre l’Arte giapponese al giudizio di una critica e di un pubblico “profani” che non gli avrebbero reso giustizia e ne avrebbero potuto macchiare l’ONORE. Come siamo diversi. Il cinema è uno dei più efficaci veicoli di diffusione della nostra cultura. Quanto ha contribuito il cinema alla conoscenza dell’American way of life o della società italiana del dopoguerra. Il Neorealismo… anche se Andreotti (molto giapponese) storceva il naso, è diventato una nostra bandiera. Fu un grande intellettuale francese, Robert Brasillach, il primo a parlarne in Occidente e a diffondere la conoscenza delle sue opere al di là dei confini nipponici. Da noi è arrivato più tardi, è sconosciuto al grande pubblico, che preferisce il “western” alla Kurosawa, ed amato da una ristretta cerchia di cinefili. Per il cinema giapponese rappresenta ciò che John Ford rappresenta per quello americano: nonostante la diversa cifra stilistica, ambedue furono i massimi cantori dei valori tradizionali del loro paese. Oggi i Giapponesi riconoscono che Ozu Yasujiro (prima il cognome poi il nome, come usano loro) ha portato e continua a portare grande ONORE alla loro nazione. NIPPON BANZAI!!!

di Federico Bernardini

Ozu, Yasujirō

Regista e sceneggiatore cinematografico giapponese, nato a Tokyo il 12 dicembre 1903 e morto ivi il 12 dicembre 1963. La Tucker, insieme al friulano Far east film festival, mandano in sala e distribuiscono in dvd ben sei capolavori di questo purissimo regista, Buon giorno, Fiori d’equinozio, Tardo autunno, Il gusto del sakè, Tarda primavera e naturalmente il film che è da tutti ritenuto il più esemplare della sua opera, Viaggio a Tokyo, del 1953.

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