Davigo: io se fossi Dio frusterei i corrotti

davigo-fossi-dio-frusterei-corrotti

castronibanner728x90Davigo dall’alto del suo trono frusta i corrotti. Il giudice Piercamillo Davigo, consigliere presso la Cassazione e nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati, dio inventato, dio fittizio prende coraggio e spara il suo giudizio, così per i giornali è il bravo giudice di famiglia, il nuovo spauracchio del nostrano circo di politicanti, che dove cogli cogli sempre bene. dopo la sua intervista al Corriere in cui si scaglia contro i corrotti e la corruzione. E’ una curiosa coincidenza. Cosa ha detto Davigo, per far saltare i tendini al governo? – Ha affermato che “prendere i corrotti è difficilissimo. Nessuno li denuncia, perché tutti hanno interesse al silenzio: per questo sarei favorevole alla non punibilità del primo che parla. Il punto non è aumentare le pene; è scoprire i reati. Anche con operazioni sotto copertura, come si fa con i trafficanti di droga o di materiale pedopornografico: mandando i poliziotti a offrire denaro ai politici, e arrestando chi accetta.” Il M5S aveva proposto l’istituzione di agenti provocatori ma il Pd aveva bocciato l’emendamento dimostrando che non ha mai avuto nessuna concreta intenzione di combattere la corruzione con tutti i mezzi disponibili.

davigo– Ha detto che i partiti come sistema hanno ostacolato il lavoro della giustizia e della magistratura per farsi i loro interessi: “La destra abolì il falso in bilancio, attirandosi la condanna della comunità internazionale. La sinistra, stabilendo che i reati tributari erano tali solo se si riverberavano sulla dichiarazione dei redditi, introdusse la modica quantità di fondi neri per uso personale. E nessuno obiettò nulla” – Ha spiegato come funziona ora il sistema corruttivo: “Si ruba in modo meno organizzato. Tutto è lasciato all’iniziativa individuale o a combriccole temporanee. La corruzione è un reato seriale e diffusivo: chi lo commette, tende a ripeterlo, e a coinvolgere altri. Questo dà vita a un mercato illegale, che tende ad autoregolamentarsi: se il corruttore non paga, nessuno si fiderà più di lui. ” – Ha ribadito, se mai ce ne fosse bisogno, che “Non hanno mai smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto. Dicono cose tipo: “Con i nostri soldi facciamo quello che ci pare”. Ma non sono soldi loro; sono dei contribuenti” Sono parole sacrosante e condivisibili da tutti i cittadini onesti. Dalle sue parole è chiaro che il magistrato non è contro il governo, è contro ogni corrotto.

Se le cose coincidono dunque, la responsabilità non è di Davigo si dirà, ma parafrasando Gaber, egli se fossi dio, e potrebbe anche esserlo, sì, non si farebbe di certo fregare dai modi furbetti della gente, ma egli non è ancora nel regno dei cieli, ancora troppo invischiato nei comuni sfaceli, e va a finire che poi ci piglia gusto, e con la scusa dell’onestà tira fuori tutto quello che gli fa comodo.

Davigo: io se fossi Dio frusterei i corrotti
4 (80%) 1 vote

(Visited 294 times, 1 visits today)

Comments

comments

l'ECONOMICO

L'Economico, il primo quotidiano Social Network, sviscera in anteprima notizie di sanità, economia, politica argomenti che i mass media oscurano. La testata è aggiornata, e presenta al suo interno un portale in grado di offrire servizi.

Lascia un commento