Governo misure salvabanche avanti tutta

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Renzi_cabinet_with_Giorgio_NapolitanoGoverno ancora salvabanche. Dopo una serie di misure già prese in prece­denza a favore degli istituti di credito, ora pensa a come trovare possibili solu­zioni per i crediti di difficile riscossione, forse anche con l’ausilio della CDP. Ormai da tempo si parla di una Bad Bank, partecipata da banche, fondazioni, fondi stranieri e forse anche da CDP, che raccolta le sofferenze (almeno delle banche con maggiore criticità) per 10 miliardi di euro. Una goccia nel mare dei crediti inesigibili, che superano i 200 miliardi. Inoltre, sil tavolo del governo ci sono ancora da risolvere le problematiche di MPS, Carige, Vicenza, e Ve­neto Banca. Per il MPS, la BCE ha già richiesto tempo fa che si trovi un part­ner per supportare i 24 miliardi di sofferenze, mentre Popolare Vicenza do­vrebbe ricapitalizzare per 1,75 miliardi entro Aprile, e Veneto Banca per un miliardo, entro Giugno. Infine, Banca Carige è ad un bivio: o accettare l’offerta del fondo Apollo, che si accollerebbe le sofferenze, in cambio del 50% del suo capitale. Ma per ora, Mezzacalza nicchia. Infine, ci sono le 4 good ban­che salvate a Novembre scorso, con 1,8 miliardi, e che dovranno essere ven­dute entro l’estate.

Ci si domanda, come mai tante sofferenze nel sistema bancario? Il vero pro­blema è che in banca non si parla più con nessuno, e sono i computer che valutano le relazioni inviate dai direttori di filiale (che ormai sono diventati dei passacarte), alle direzioni generali. E solitamente le concessioni dei finanzia­menti si basano più sulle banche dati dei cattivi pagatori, come il Crif. Così può accadere che un cliente, magari con alcune sofferenze in atto, ma che potrebbe essere in grado di pagare, se lo si aiuta in un determinato momento,lo si fa affondare, mentre, magari, chi risulta immacolato al Crif, po­trebbe avere i presupposti, un domani, per non pagare. Di qui la distorsione del sistema. Per comprensione di tutti, facciamo un esempio: un cliente chie­de un finanziamento, od uno scoperto di c/c, magari in attesa della vendita di alcuni immobili, ma se il Crif segna cattivo tempo anche per soli 10 euro, la banca non concede un bel nulla. Questa la follia bancaria. Se gli istituti di cre­dito avessero una maggiore capacità di valutazione e di dialogo, oltre che elasticità, le sofferenze sarebbero di gran lunga inferiori alle attuali. Ma se le banche continuano a restare in trincea, con il fucile puntato sul cliente, e se­guendo il Crif ed omologhi, non si va da nessuna parte, e lo sviluppo rimarrà un’utopia. Su questo fronte, invece, il governo resta in silenzio, mentre anco­ra non ha fatto luce su chi appartenga l’oro di Bankitalia, oltre 120 miliardi, e se allo Stato, se siano spendibili , almeno in parte. Intanto ci si continua a la­mentare che la coperta è corta, mentre, per esempio, non ci si occupa nean­che di poter riaprire le case chiuse che potrebbero rendere allo Stato almeno 6 miliardi di euro, come in Germania. Forse a Renzi fa paura uno scontro con il Vaticano? Dunque, i soldi da spendere ci sarebbero, solo che si pensa solo a prelevarli dai soliti noti; pensionati e lavoratori dipendenti.

di Roberto Casalena

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