1 Maggio: festa della demagogia e disoccupazione

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castronibanner728x901 Maggio, demagogia e disoccupati disperati. Quando l’Italia era più povera, prima della seconda guerra mondiale, la gente italica si ­contentava di ciò che possedeva. Niente lusso, bastava un tetto e un pasto die, e si era già felici. Poi, quando l’industria ha iniziato a mordere i freni, ci fu l’esodo dal Sud al Nord alla ricerca di un lavoro stabile. Intanto le campagne perdevano agricoltori, mentre le terre venivano cementificate senza progetti adeguati, e tanto valse per servizi. Oggi, teoricamente più ricchi, trovare lavoro è diventata un’impresa. Perché? E’ vero che la depressione trasmessa dagli Usa anche in Europa ha generato uno tsunami senza precedenti, solo che gli Usa, sovrani, hanno reagito subito con immissione di li­quidità da cura di cavallo, e ciò senza intralcio da parte della Fede­ral Reserve.

manifesto.FH10Anche il Giappone, che ha un rapporto debito-Pil pari al 230% ma solo all’interno dei propri confini, ha immesso sul mer­cato più di mille miliardi di dollari, ed in pochi anni ha rilanciato svi­luppo e occupazione. L’Europa, invece, costruzione cartacea, e senza piloni che la sostengano si è vista strappare la sua ostentata bella tela. La Merkel per ragioni politiche tutte germaniche ci ha messo il carico da 90, non consentendo di uscire dalle secche della depressione con la liquidità necessaria per disincagliare l’Europa. E così, lacrime e sangue per Portogallo, Spagna, Grecia ed Italia (Monti docet). E con la stretta creditizia, e i bilanci degli Stati senza ossigeno si è giunti ai giorni d’oggi, dove alla Grecia si continuano ancora a chiedere ulteriori sacrifici, mentre l’Italia è costretta a com­battere quotidianamente per una maggiore elasticità della spesa. Ma se Merkel&Co non comprendono che per suonare bene occor­rono bravi musicisti, strumenti idonei e tanta fantasia, perché continuare a correre dietro ad un paese che al massimo sa strimpellare? I casi sono due: 1)Si rompe con l’Euro e tan­ti saluti; 2) Si resta ma l’Europa deve cambiare completamente. Certamente Renzi non è in grado di sbattere i pugni sul tavolo, al massimo può riuscire a strappare qualche ghigno. Intanto l’Italia continua a soffrire, giovani in testa, senza futuro. Cui prodest?

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