Estate 2016 rovente: bruciano le pensioni

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castronibanner728x90Estate 2016 rovente: bruciano le pensioni. I nati nel 1983 andranno in pensione a 75 anni. Si sta valutando l’ipotesi di una strutturale di flessibilità della durata massima di 3 anni a partire dal 2017. Qui l’assegno non sarà integrale, raggiungerà quota 70%. Di seguito verrà applicata una penale del 3-4% su base annua, a seconda del­la tipologia dei redditi e del periodo. Tali assegni saranno anticipati da banche ed assicurazioni, somme poi recuperate attraverso rate mensili sotto garanzia. Il costo interessi da versare per lo Stato a chi anticipa, si aggira attorno agli 800 milioni annui. L’ennesima re­galia a banche e assicurazioni. Sarebbe al varo, persino, uno sgra­vio fiscale del 3-4% (ora al 20%) a favore della previdenza integrati­va privata. Per i lavori usuranti, invece, tutto è in alto mare. Un au­mento delle pensioni minime, a livello strutturale, invece, è assai complicato sembra più auspicabile il ricorso al solito bonus. Dulcis in fundo, è allo studio la cancellazione delle pensioni di reversibilità. Ogni pretesto per Renzi è buono a far cassa.

caldoEstate 2016 rovente: bruciano le pensioni. I nati nel 1983 andranno in pensione a 75 anni. Si sta valutando l’ipotesi di una strutturale di flessibilità della durata massima di 3 anni a partire dal 2017. Qui l’assegno non sarà integrale, raggiungerà quota 70%. Di seguito verrà applicata una penale del 3-4% su base annua, a seconda del­la tipologia dei redditi e del periodo. Tali assegni saranno anticipati da banche ed assicurazioni, somme poi recuperate attraverso rate mensili sotto garanzia. Il costo interessi da versare per lo Stato a chi anticipa, si aggira attorno agli 800 milioni annui. L’ennesima re­galia a banche e assicurazioni. Sarebbe al varo, persino, uno sgra­vio fiscale del 3-4% (ora al 20%) a favore della previdenza integrati­va privata. Per i lavori usuranti, invece, tutto è in alto mare. Un au­mento delle pensioni minime, a livello strutturale, invece, è assai complicato sembra più auspicabile il ricorso al solito bonus. Dulcis in fundo, è allo studio la cancellazione delle pensioni di reversibilità. Ogni pretesto per Renzi è buono a far cassa.

Se questo governo volesse davvero avrebbe già varato da tempo una legge per la ria­pertura delle case di tolleranza, che in diversi paesi del nord Europa rendono allo Stato fiumi di denaro. È il caso della Germania ove vi sono introiti di oltre 6 miliardi. Frattanto, sempre più pensionati no­strani si sono trasferiti all’estero o sono in procinto di farlo, un esodo verso paesi ove le pensioni non subiscono tassazione (Portogallo,Tunisia,Bulgaria, Spagna). Si pensi, ad esempio, che in Portogallo le pensioni lorde sono esenti da imposte per i primi 10 anni, in Tunisia l’80% è tax free, e solo sul 20% residuo vi sono pre­lievi bassissimi. C’è da sottolineare come in codeste nazioni il costo della vita sia decisamente economico per coloro che possono di­sporre di monete forti.. Un vero eden in terra.

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