Gay & Lesbo: unioni “incivili” d’ignoranza colta del PD

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castronibanner728x90Gay & Lesbo ovvero le unioni “incivili” d’ignoranza colta del Pd. Shakespeare: «Oh meraviglia! Quante buone creature vi sono qui! Come è bella l’umanità! Oh splendido mondo nuovo, fatto di tali genti». Huxley descrive la produzione di massa di figli attraverso ciò che oggi chiamiamo fecondazione in vitro; la manipolazione del processo dello sviluppo dei bambini per produrre diverse “caste” con livelli di capacità attentamente modulati, in grado di renderli adeguati ai vari ruoli sociali ed industriali ad essi assegnati; ed infine il condizionamento pavloviano dei bambini fin dalla nascita. In questo mondo nessuno si ammala, tutti hanno la stessa durata della vita, non esistono guerre, e le istituzioni, il matrimonio e la fedeltà sessuale sono superflue. La distopia di Huxley è una società totalitaria, gestita da una dittatura apparentemente benevola, i cui soggetti sono stati programmati per godere della propria sottomissione attraverso il condizionamento e l’uso di un narcotico – soma – che è meno dannoso e più gradevole di qualunque droga conosciuta. I governanti del Mondo Nuovo hanno risolto il problema di far amare alle persone la propria schiavitù.

IMG_9857In altre parole, la società non deve più organizzarsi attorno alla differenza sessuale (gay, lesbo, transgender), ma deve riconoscere tutti gli orientamenti sessuali come altrettante possibilità di dare diritto alla plurisessualità degli esseri umani che nel corso dei secoli è stata limitata dall’“eterosessismo”. Bisogna dunque denunciare questa ingiustizia e decostruire tutte le categorie che ci hanno portato a tale oppressione. L’uomo e la donna non esistono, è l’essere umano a dover essere riconosciuto prima ancora della sua particolarità nel corpo sessuato. Sarebbe troppo lungo descrivere le diverse origini di questa corrente di idee partita innanzitutto dai medici che seguono casi di transessualismo, dagli psicanalisti culturalisti americani e dai linguisti che hanno studiato il linguaggio (gender studies) per farne emergere le discriminazioni nei confronti del genere femminile e degli stati intersessuati, per esempio per la concordanza del plurale in cui il maschile prevale sul femminile. Fu riciclata da sociologi canadesi e ripensata in Francia da diversi filosofi prima di essere recuperata, nuovamente negli Stati Uniti, dai movimenti lesbici alle origini del femminismo intransigente e ripresa poi dai movimenti omosessuali. La teoria del Genere tornò in Europa così trasformata. In realtà si tratta di una sistemazione concettuale che non ha nulla a che vedere con la scienza: è a malapena un’opinione. Questo diventa inquietante nella misura in cui la maggior parte dei responsabili politici finisce per aderirvi senza conoscerne i fondamenti e le critiche che sono autoevidenti. I rapporti tra uomini e donne vengono presentati attraverso le categorie di dominante/dominato, della società patriarcale e dell’onniviolenza dell’uomo di cui la donna deve imparare a diffidare. Da moltissimo tempo non siamo più in una società patriarcale ma, come sostiene la Chiesa, dobbiamo continuare a incamminarci verso una società fondata sulla coppia formata da un uomo e una donna impegnati pubblicamente in un’alleanza, segno che devono svilupparsi in questa autenticità. Da parecchi anni questa teoria viene insegnata in Francia all’università e, a partire dall’anno scolastico 2011-2012, è insegnata anche al liceo nei programmi di Scienze della vita e della terra delle classi prime. In nome di quali principi il Ministero dell’Educazione nazionale ha preso questa decisione e in seguito a quale forma di consultazione?

Non lo sa nessuno. Succede sempre così con le ideologie totalitarie, e ora con la teoria del genere. Viene imposta ai cittadini senza che questi se ne rendano conto e si accorgano che decisioni legislative vengono prese in nome di quest’ideologia senza che, a quanto pare, sia esplicitamente spiegato. Ciò è particolarmente significativo in una parità contabile tra uomini e donne – che non significa uguaglianza -, nel matrimonio tra persone dello stesso sesso con l’adozione di bambini in tale contesto, e nelle misure repressive che accompagnano questa corrente di idee che, in nome della non-discriminazione, non può essere rimessa in discussione o in Francia si rischia si essere sanzionati giudizialmente (legge sull’omofobia). Ma questo vale anche per altri Paesi: è il caso della Germania, dove genitori che hanno rifiutato che i figli partecipassero a lezioni di educazione sessuale ispirate alla teoria del genere sono stati condannati a quarantacinque giorni di detenzione senza condizionale (febbraio 2011). Il falso valore della non-discriminazione impedisce di pensare, valutare, discernere ed esprimere, così come quello della trasparenza che spesso è estranea alla ricerca della verità. Quanto all’egualitarismo che si allontana dal senso dell’uguaglianza, esso lascia intendere che tutte le situazioni si equivalgono, mentre se le persone sono effettivamente uguali in dignità, la loro scelta, il loro stile di vita e la loro situazione non hanno oggettivamente lo stesso valore. Non c’è nulla di discriminatorio nel sottolineare che solo un uomo e una donna formano una coppia, si sposano, vivono insieme, adottano e educano dei bambini nell’interesse del bene comune e in quello del figlio. Sono più capaci di esprimere l’alterità sessuale, la coppia generazionale e la famiglia, cellula base della società. Le quote rosa sono roba da trogloditi. Il Parlamento italiano è rimasto all’età della pietra e, andando oltretutto contro natura, continua a dividere il genere umano in maschi e femmine, mentre la scienza… e Facebook dimostrano che esistono almeno 50 identità di genere, ognuna delle quali ha il sacrosanto diritto alla sua quota: gay, androgino, bi-sex, intersex, transgender, genere fluido, transessuale, ecc… visto che SPETTRO? Ma la scienza… e Facebook ci dimostreranno che di generi ne esistono molti di più e il vero problema sorgerà nel momento in cui supereranno i posti disponibili in Parlamento. Rassegnatevi, andiamo irrevocabilmente non verso la diminuzione dei seggi parlamentari, ma verso una crescita esponenziale. Domande delle cento pistole: “Gli androgini avranno diritto a una doppia indennità”? “Gay e Lesbo verranno usati come serbatoio voti”?

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