Servizio Sanitario Nazionale: morte annunciata nel 2020

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castronibanner728x90Servizio Sanitario Nazionale cronaca di una morte annunciata. Per il futuro il conto che la sanità sarà chiamata a pagare rischia di essere molto salato. Sulla carta, scritto nell’ultima bozza della legge di Stabilità, ci sono tagli di spesa che potrebbero arrivare a 15 miliardi di euro tra il 2017 e il 2019. La manovra prevede infatti un contributo a carico delle Regioni di 3,9 miliardi nel 2017 e di 5,4 miliardi nel 2018 e 2019. In tutto sono 14,7 miliardi di euro da recuperare con lo stesso meccanismo con i quali sono stati operati gli ultimi tagli al Fondo sanitario: intesa tra le Regioni, o intervento d’imperio dell’esecutivo. Con quei tagli il Fondo sanitario rimarrebbe congelato a 111 miliardi di euro per tutto il prossimo triennio. In termini reali sarebbe una riduzione netta rilevante. E stare dentro quel tetto sarà molto più difficile per le Regioni, considerato che già oggi otto di loro non riescono a rispettarlo e sono costrette ad alzare addizionali e ticket (saliti del 26% dal 2008) per compensare. Con due sole manovre il governo Renzi taglia 6,7 miliardi al finanziamento previsto, cancellando nei fatti il Patto per la Salute. Ma non è finita, dal 2017 al 2019 sono previsti altri tagli: che potrebbero arrivare a 20 miliardi, tra quelli già decisi con la precedente manovra e quelli in arrivo sulle spese regionali, che comprendono esplicitamente il finanziamento della sanità (un copione che abbiamo già visto con la precedente legge di stabilità). Si confermano così le fosche previsioni del DEF, che indicano un crollo della spesa sanitaria rispetto al PIL (dal 7% al 6,5%) che ci relega agli ultimi posti in Europa negli investimenti per la protezione sociale. La situazione sarà ancora più grave nelle regioni che trovandosi in deficit (in molte sarà quasi inevitabile proprio a causa dei tagli) subiranno i “nuovi” piani di rientro che la legge di stabilità rende ancora più aspri di quelli che abbiamo conosciuto sinora, con aumento delle tasse locali e dei ticket.

454_sanitatesserasanitariaVengono così smentite clamorosamente le rassicurazioni del Ministro Lorenzin sui risparmi che dovevano restare nel SSN per dare servizi migliori e più adatti ai nuovi bisogni di salute. Perfino per i nuovi Lea non ci sono risorse aggiuntive. La sanità viene usata come bancomat per finanziare altre scelte. Mentre i lavoratori del settore restano senza contratto. Già oggi milioni di persone rinunciano alle cure per ragioni economiche.

 La drammatica colpevole, riduzione delle risorse pubbliche per garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini, e ticket sempre più pesanti, stanno preparando la strada, in un copione già scritto all’insaputa dei più, ad una sanità privata a pagamento, ingiusta e dannosa che vedrà la luce massimo entro il 2020. Diventa necessaria una mobilitazione capace di difendere a spada tratta il Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale come bene e patrimonio irrinunciabile per il futuro del nostro Paese. Il Servizio Sanitario pubblico senza difesa troverà il suo triste epilogo nel 2020.  Tutto con l’immancabile zampino delle lobbies assicurative, e Big Pharma.

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