Comuni centro-sud: incassi record e nessun servizio

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castronibanner728x90I Comuni, in particolare quelli del centro-sud, incassano sugli immo­bili cifre ragguardevoli. Il record è stato infranto l’anno scorso, 21,3 mi­liardi rispetto all’Ici del 2010 che consentì incassi per 9,6 miliardi. Secondo l’analisi di Infodata le imposte 2015 sugli immobili sono state pari a 43,9 miliardi, il 2,7% del Pil, coprendo il 5,3% delle en­trate fiscali dello Stato ed il 58,5% di quelle dei Comuni. Quest’anno, con l’abbattimento di Imu e Tasi sulla prima casa, oltre che sulle attività agricole ed “imbullonati”, la pressione fiscale do­vrebbe scendere al 2,4% del Pil, con un risparmio per i possessori di 3,7 miliardi. Sulle seconde case e negozi, invece, la pressione ri­mane ancora troppo elevata, come sottolinea Confedilizia, per boc­ca del suo presidente, Giorgio Spaziani Testa: “La contrapposizione tra chi ha voluto celebrare l’eliminazione della Tasi sulla prima casa e chi, invece, ha preferito rimarcare la giornata delle mille tasse, do­vrebbe ora lasciare il posto a un’analisi realistica della situazione del settore immobiliare e delle sue esigenze.

1415204988_5622499385540608E da un esame obietti­vo della realtà non può che discendere la consapevolezza della ne­cessità di ulteriori interventi di detassazione per il comparto, soprat­tutto nei suoi elementi più fragili, come il non residenziale. Auspi­chiamo, allora, una seria riflessione, ed un confronto, sulle misure più adeguate –  di carattere fiscale ma non solo – per affrontare in modo strutturale il dramma dell’incessante moltiplicarsi, in tutta Ita­lia, di locali commerciali vuoti e abbandonati. Far finta di nulla non vuol dire solo danneggiare i proprietari di questi beni, ma anche rendersi complici di un impoverimento crescente e della inesorabile decadenza di migliaia di centri urbani un tempo vitali”. Per quanto ci riguarda, suggeriamo agli amministratori dei Comuni di porre freno alla crescita dilagante dei maxi centri commerciali, sempre più ap­pannaggio della malavita organizzata, tuffatasi da tempo in questo settore davvero redditizio, a piè pari. È bene annotare, che l’aumento esponenziale di vendite online, porterà alla chiusura dei suddetti con ripercussioni significative su lavoro ed impatto ambientale.

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