Dopo le imprese, le banche: le multinazionali colonizzano l’Italia

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maxresdefaultDopo le imprese, è il turno delle banche. L’Italia somiglia sempre più ad una colonia gestita da “truppe” occupanti senza scrupoli. Le multinazionali estere sono state leste a ghermire il fiore all’occhiello italico, ciò che tutto il mondo ci invidiava: ossia le grandi aziende di moda, e persino le alimentari e meccaniche. Ma non è finita. Sem­bra il momento di far quadrare il cerchio, con l’espansione nel mon­do del credito che conta. Così è posta in atto la scalata alle princi­pali banche italiane. Un gioco da ragazzi per chi può disporre di in­genti capitali da investire, e innanzi di facoltà d’acquisto a prezzi stracciati. I poteri conniventi, infilano la testa come struzzi, sotto la sabbia, fingendo di non sapere, come il Presidente del Consiglio Matteo Renzi che con Merkel, e Ue avrebbe dovuto far voce gros­sa, e utilizzare il grimaldello, non la carota ed un bastoncino flessi­bile. Così Monte dei Paschi di Siena all’imminente ricapitalizzazio­ne, diverrà certo facile preda, e così sarà per Unicredit, che lunedì scorso (1° Agosto) ha lasciato sul terreno il 9,40% del capitale, a prezzi voluti. I titoli di nuova emissione costeranno meno, Fondi e fi­nanziarie statunitensi, britanniche, tedesche, e arabe, faranno incet­ta di azioni, mentre i piccoli risparmiatori, saranno tagliati fuori dal mercato. La conquista definitiva delle principali banche nazionali, prevede di seguito incentivi ad ogni impresa già in controllo, per ac­crescere produzione ed export, e ciò a scapito delle poche imprese di rilievo nostrane, ancora in vita. Al resto penserà il Fisco, con la sua opprimente tassazione. E in questa roulette russa, come ci si manterrà in vita? Il naso stile Collodi di Renzi uscirà fuori dai tele­schermi, più lungo che mai, ma salvarsi si può. La mossa è l’uscita repentina dall’Euro, riprendersi la Lira e l’Italia, prima di finire sotto le macerie di una Caporetto senza precedenti.

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