Riabilitazione oncologica fuori dal SSN: firmato Lorenzin

istitutoclinicoquarenghi-riabilitazione-cardiologica-2bL’esclusione della riabilitazione oncologica dai nuovi Lea significa, che i costi economici e sociali dell’assistenza per la riabilitazione ricadrà interamente sulle famiglie. Soltanto un progetto riabilitativo multi-professionale può garantire il completo reinserimento della per­sona nel suo percorso di vita. Senza la previsione specifica della riabilitazione oncologica nel decreto che aggiorna i LEA, le disparità territoriali nell’accesso alle prestazioni e ai servizi ad essa connessi aumenteranno e, in mancanza delle necessarie attività per la presa in carico dei malati guariti o cronicizzati, si allungherà l’elenco dei diritti negati”. Gli oncologi ne chiedono a gran voce l’inserimento, i deputati del Movimento 5 stelle presentano un’interrogazione Il via libera del ministero dell’Economia ai nuovi Livelli essenziali di assistenza è stato accolto positivamente. Ministero della Salute e Regioni si augurano che adesso l’iter possa proseguire spedito. Sulla bozza del decreto del presidente del Consiglio che andrà all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni pesa però l’assenza della riabilitazione oncologica. Dura la presa di posizione dell’Associazione italiana oncologia medica-Aiom, i medici chiedono che venga subito corretto il tiro e ricordano il peso sociale dell’assistenza spesso garantita dai pazienti dei malati: “Quasi il 5 per cento della popolazione del nostro Paese vive con una diagnosi di cancro. Ben 2 milioni di cittadini possono dire di aver sconfitto la malattia. Sono numeri importanti che evidenziano la necessità di aggiornare la tipologia di assistenza che diamo ai pazienti oncologici. Non possiamo solo offrire a tutti le migliori tera­pie, dobbiamo garantire anche una buona qualità di vita durante e dopo le cure. Ancora troppi oneri sono a carico delle famiglie che devono spesso provvedere a proprie spese all’assistenza al parente in difficoltà”. Sul punto è arrivata un’interrogazione al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, presentata dalla deputata del Movimento 5 stelle, Marialucia Lorefice. La parlamentare pentastellata chiede chiarimenti circa l’esclusione della riabilitazione oncologica: “Al Mi­nistero chiediamo inoltre se non ritenga opportuno riservare nel de­creto almeno un’area specifica per le attività e i servizi compresi nella riabilitazione oncologica. Nel 2015, sono stati diagnosticati 366 mila nuovi casi di tumore: circa mille al giorno. Ancora, oggi in Italia sono ben 2 milioni i cittadini ai quali è stato diagnosticato que­sto male e che sono riusciti a sconfiggerlo. Numeri enormi che evi­denziano la necessità di aggiornare la tipologia di assistenza offerta ai pazienti”. Secondo il Movimento 5 stelle non si può continuare a negare diritti e ad alimentare disparità territoriali. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Paola Binetti, deputata centrista e presidente dell’intergruppo parlamentare sulle malattie rare: “Ci uniamo ai malati, molti dei quali perfettamente guariti, ma alle prese con le conseguenze del loro tumore, con le ferite che ha lasciato nel loro corpo, nel loro cuore e nella loro mente. Sono davvero ancora troppi gli oneri che restano a carico delle famiglie che devono farsi carico della qualità di vita dei loro familiari. La riabilitazione oncologica deve essere inserita nei nuovi Lea”.

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