Inciucio a Palazzo: se vince il Si Verdini ministro del Bilancio

renzi-e-verdini-610x350-610x350Inciucio a Palazzo Chigi. Secondo fonti più che attendibili, la vittoria del Si al referendum porterebbe con se una metastasi che sarà davvero difficile estirpare. Ci aspetta un ‘corpaccione’ (Verdini dixit) con Renzi sempre alla testa dell’esecutivo di governo e Verdini ministro del Bilancio (dichiarazione programmatica: ‘I bilanci dello Stato sono falsi’). Neanche Cetto La Qualunque era arrivato a immaginare tanto. Ora, per Verdini, la vittoria è tutt’altro che impensabile. “I sondaggi danno un testa a testa”, ha detto. “Ma se valutiamo tutte le forze che si oppongono alla riforma, il No dovrebbe essere accreditato almeno del 65 per cento. Se non è così, è perché nel merito la stragrande maggioranza dei cittadini è favorevole al cambiamento. E quanti lo avversano, compresi insigni costituzionalisti, sono costretti ad arrampicarsi sugli specchi. Tranne essere poi battuti in tv da un giovanotto che ha studiato sui loro testi”. Il “giovanotto” per Verdini sarebbe naturalmente il presidente del Consiglio. “Mai come stavolta il risultato sarà frutto del personale convincimento degli elettori”, ha soggiunto, “su cui i partiti non sembrano incidere. Secondo me il fronte del No ha raggiunto il suo picco massimo. Anche sotto il profilo mediatico ha detto tutto quello che poteva dire, cioè ‘mandiamo Renzi a casa’. Mentre il fronte del Sì non può che crescere, perciò date una mano a Pera e Urbani con i comitati’”. Per Verdini non è questione di destra e sinistra o di “larghe intese”, ma di “alleanza tra pragmatici”: “Siamo immersi”, ha aggiunto, “in una lunghissima fase di difficoltà economica, abbiamo un sistema di welfare che entro venti anni così com’è sarà insostenibile, c’è l’emergenza terrorismo e un fenomeno migratorio senza precedenti. E allora, non dico che destra e sinistra non esistano più, figurarsi. Ma di fronte a questi problemi bisogna trovare una forma di unità delle forze di sistema. Non chiamiamole larghe intese, è una definizione politica che appartiene al Novecento. Parliamo di un’alleanza tra pragmatica. Inciucio allo stato puro. Scommettiamo un euro sulla poltrona di ministro per il Denis nazionale?

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