Invasione immigrati: i sindaci costringeranno Renzi alle dimissioni

30dfe8a526808bb38e4b4def448bf2e0-1Invasione immigrati. Altro che pax vaticana. I numeri dell’invasione, anche questo anno sono di quelli che non ammettono repliche: al 22 di ottobre, 153.000 sbarchi, il 10% in più rispetto al 2015. L’Europa, Germania esclusa, ha posto divieto al transito, e così la patata bollente resta quasi esclusivamente nelle mani dei sindaci. Tanti sono al limite di sopportazione, tant’è vero che nel ferrarese (Gorino), taluni facinorosi hanno innalzato barricate alle vie di accesso del paese, e numerosi altri comuni ne hanno già seguito la scia. Non si tratta più di dare una mano ai meno fortunati. E’ un esodo voluto, studiato a tavolino. Siamo dirimpetto ad una vera crociata islamica, quando invece in alcuni paesi africani i cristiani vengono arsi vivi,  sequestrati, preti e suore compresi. Chi davvero fugge da guerre è una bassa percentuale rispetto al totale, che di contro, approda a far fortuna, e condividerla con la propria famiglia, attraverso le rimesse. Il governo non ha strategia, non offre soluzione al problema, vero è che i campi di accoglienza vengono approntati in fretta e furia, secondo necessità, e cosa dire poi degli smistamenti in alberghi persino lussuosi? Il ministro degli Esteri Gentiloni non va oltre l’affermazione, che è l’Europa a dover giocare il suo ruolo; ma è solo retorica e demagogia. La maggior parte degli immigrati non ha competenze lavorative, e scorazza per le città col cappello in mano alla ricerca d’elemosina, innanzi a supermercati, negozi, ristoranti, banche, ecc. Se non si studia al più presto un serio piano strategico per bloccare i flussi d’invasione, l’Italia diverrà il paese a più alto rischio, per sommosse, malattie (già ci sono casi di tifo, scabbia e Tbc), e malaffare. L’invasione incontrollata rischia di seppellirci Di seguito ci prendiamo onere di fornire qualche spunto, su cui poter discutere e lavorare.

  • Consentire massimo 50.000 ingressi annui, e dopo divieto a navi militari e capitanerie di porto di spingersi oltre le acque territoriali italiane;
  • Navi estere che dovessero raccogliere profughi in mare, se li devono portare a casa loro, e non sbarcarli sul territorio italiano;
  • Stringere accordi serrati Libia, e paesi dell’Africa mediterranea per bloccare le partenze, o riprendere chi ha preso il largo;
  • Decisioni più veloci per rimpatriare chi non ne ha diritto;
  • Terminati i conflitti bellici, anche chi è stato ospitato dovrà tornare al proprio paese di origine;
  • Varare una normativa che vieti al profugo accolto di inviare rimesse di denaro nel proprio paese;
  • Vietare le case pubbliche agli immigrati. Chi ha diritto a restare, rimane nei campi, altrimenti si sudino un affitto od un acquisto di immobile;
  • Togliere alle cooperative il business degli appalti d’oro per i rifugiati (Carminati docet). Qui siamo alla farsa pura. A Ferrara ci sarebbe una coop che invece di dar soldi agli immigrati regala tickets da spendere al supermercato coop. Un doppio affare;
  • uscire dall’Euro, moneta rivelatasi velenosa e catastrofica, che non consente di creare sviluppo e posti di lavoro, e che fa comodo solo agli Usa e alla Merkel.

 

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