Anas. Crollo cavalcavia; i vertici sapevano. Dirigenti assunti senza laurea

anasAnas. Il cavalcavia di Lecco crollato sotto il peso di un TIR pochi giorni fa ha stupito ed inorridito tutti gli italiani, tranne coloro che avevano ben altre gatte da pelare, coloro toccati personalmente negli affetti più intimi, nella quotidianità perduta per sempre, e mi riferisco chiaramente ai terremotati del Centro Italia così duramente colpiti negli affetti più cari; perdere la casa in cui si è trascorsa buona parte della vita è come perdere un parente prossimo, è un lutto che ti dilania l’anima e lo stesso Paese che vede cadere alcuni dei suoi gioielli artistici conosciuti in tutto il mondo non può che rimanere annichilito Ma qui vogliamo trattare dei cavalcavia, di come sono ridotti male in una regione, la Lombardia, considerata tra le più ricche d’Italia. Come è possibile che da noi, solo quando ci scappa il morto si attivino i controlli, questo succede sempre, da anni, mai prevenzione, è un termine che non fa parte del bagaglio culturale dei burocrati che reggono di fatto le sorti del Bel Paese. Un cavalcavia che, lo sapevano tutti quelli del posto, era ridotto male, ha persino segnalato con la caduta di polvere e calcinacci le sue intenzioni tre ore prima del crollo inevitabile, esattamente come ha fatto il terremoto con la scossa di avvertimento che ha salvato migliaia di vite umane. Con il cavalcavia no, lui poveretto ha tentato di gridare al mondo che non ce la faceva più, ma non è stato ascoltato, ed ora si scopre che sono tanti i ponti in queste malconce condizioni nella stessa area: che fare? Si risolve all’italiana, ovvio, dovevi pensarci tu, no dovevo pensarci io e sapete chi sono i contendenti? Ci sarebbe da ridere se non fosse una tragedia, ma si tratta di un ente ufficialmente “morto”, destituito, la Provincia e di un altro, l’ANAS, in cui le ciliegie non sono i golosi frutti che tutti conoscono bensì le mazzette che erano la normalità quotidiana fino a qualche mese fa, vi ricordate della ” dama nera”, che pretendeva soldi in cambio di appalti con la naturalezza con cui si fa l’elemosina in chiesa…è la prassi, siamo in Italia che ci vuoi fare?

Hanno pensato bene di cambiare tutti i vertici dell’ Anas, perché solo l’anno scorso avevamo in carica personaggi come questo Pietro Ciucci, che ricopriva il ruolo di Presidente e direttore generale contemporaneamente, alla faccia di quelli che si sudano lo stipendio, senza che nessuno potesse controllare, che nessuno potesse evidenziare la evidente stortura di questa prassi a dir poco vergognosa, che bene inquadra la situazione in cui è adagiato il nostro martoriato Paese. Ecco, il nuovo Presidente Anas si insedia, licenzia tutti i 12 vecchi dirigenti, con un costo per le casse statali di oltre 10 milioni, e poi nomina i suoi amici, 13 in tutto, assumendo persino un dirigente sprovvisto di laurea, in barba alle leggi vigenti in materia. Tutto questo ben documentato da un servizio televisivo. E allora, se le cose stanno in questi termini è lecito chiedersi, a quando il prossimo crollo, quando l’ennesima tragedia?

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