Antibiotici: 1 su 2 inefficace. All’orizzonte infezioni incurabili

stafilococco-aureo-infezioniAntibiotici. La resistenza pone un onere significativo sui sistemi sanitari e bilanci nazionali. Il Ssn spende notevoli somme, per il trattamento di un paziente infettato da batteri resistenti. I costi sociali possono essere alti come i costi sanitari, a causa della perdita di produttività e di reddito. È tutto ciò è preoccupante perché stiamo andando verso una ‘era post-antibiotica’, dove le infezioni comuni possono diventare, ancora una volta, fatali”. A rinnovare l’allarme è l’Ocse. Negli ultimi 10 anni il consumo (anche per l’uso massiccio che se ne fa negli allevamenti) è cresciuto in media nei Paesi Ocse del 4%, arrivando fino alla media di 20,5 dosi ogni 1.000 abitanti. Il Paese che ne consuma di più è la Turchia (41 dosi ogni 1.000 abitanti), seguita dalla Grecia (34), Corea (31,7), Francia (29), Belgio (28,4) e Italia (27,8). Lo stato che ne consuma di meno è invece il Cile (9,4 dosi) e i Paesi Bassi (10,6). Da notare come in Italia negli ultimi 10 anni l’uso degli antibiotici sia cresciuto del 6%, a tutto vantaggio delle case farmaceutiche ed a svantaggio dei pazienti, indotti al consumo anche per semplici malanni. In più ora si apre un nuovo fronte di preoccupazione in ambito microbiologico, che questa volta riguarda però i negletti funghi. Il nuovo allarme riguarda infatti la Candida auris, un fungo isolato per la prima volta nel 2009 dall’orecchio di un giapponese, e ‘migrato’ in seguito negli Usa e in Gran Bretagna, dove lo scorso ottobre ne è stata registrata una mini-epidemia. Cinque mesi fa le autorità sanitarie americane avevano diramato un bollettino nel quale si invitano medici e dirigenti ospedalieri a vigilare attentamente sulle infezioni da Candida auris, in quanto resistenti a diversi anti-fungini e spesso fatali. E il super-fungo ha mantenuto le sue minacciose aspettative: tra i primi sette pazienti colpiti, ci sono stati ben 4 decessi. Il 60% delle infezioni registrate al di fuori degli USA hanno condotto a morte i pazienti. Gli esperti americani puntualizzano però che, almeno per quanto riguarda i pazienti americani, quelli arrivati al decesso erano portatori di altre gravi patologie ed erano ricoverati da una media di 18 giorni, quando è stato isolato il fungo. Nei pazienti deceduti il fungo aveva provocato infezioni sistemiche entrando in circolo. Il fungo è stato isolato anche da ulcere e ferite e da infezioni dell’orecchio. I fattori di rischio individuati finora per questa infezione sono: interventi chirurgici recenti, impiego di antibiotici e antimicotici ad ampio spettro, uso di cateteri venosi centrali. Le infezioni da C. auris possono colpire a tutte le età, dal neonato pretermine al grande anziano. Candida auris può essere facilmente ‘scambiata’ negli esami di laboratorio con una presenza più familiare nelle corsie di tutto il mondo, la Candida comuni.

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