Elezione Trump spinge Papa Francesco alle dimissioni. L’erede tra i nuovi 17 Cardinali

maxresdefaultElezione Trump. Corsa contro il tempo di Papa Francesco per trasformare definitivamente la Chiesa in un soggetto progressista e designare il suo erede a sua immagine e somiglianza, tra i 17 nuovi Cardinali eletti ieri 20 Novembre durante il Concistoro di fine Giubileo della Misericordia. Negli ambienti c’è la sensazione che questo pontificato sia finito, per aver svolto il suo compito traghettatore, venuto meno innanzi il contesto politico in cui era nato (la presidenza Obama/Clinton). Il Concistoro di ieri, la fine dell’ Anno Santo, e l’ 80° compleanno di Bergoglio (il 17 dicembre) dicono che è stagione di bilanci per questo papa, ritenuto (a mezza bocca) deludente dai modernisti che sognavano la rivoluzione e giudicato disastroso dai cattolici ortodossi (fra l’ altro le statistiche parlano di ulteriore diminuzione della pratica religiosa). La «confidenza», come l’ha chiamata, Francesco l’aveva già fatta domenica 29 maggio ai ragazzi di Schola Occurrentes, è chiara e inequivocabile. Queste le sue parole in risposta alla domanda se da quando è Papa avesse mai pensato di lasciare a motivo dell’enorme responsabilità: «Non ho mai pensato di lasciare a causa della responsabilità. Però vi faccio una confidenza. Non pensavo neppure che mi avrebbero scelto. È stata una sorpresa ma da quel momento Dio mi ha dato una pace che dura fino a oggi. Questa è la grazia che ricevo. D’altra parte, per natura sono un po’ incosciente e quindi continuo». Sono parole che mettono in qualche modo fine alle speculazioni su una possibile rinuncia al compimento degli ottant’anni, il prossimo dicembre. La possibilità della rinuncia è stata presa in considerazione da tutti i Papi degli ultimi cento anni, a partire da Pio XI. Fino a Paolo VI è rimasta confinata in qualche confidenza o pensiero affidato al confessore o ai collaboratori più stretti. Con Giovanni Paolo II il problema si è posto a motivo della malattia invalidante che lo limitava sempre di più, il morbo di Parkinson. Fino a che Giovanni Paolo II fece sapere che non avrebbe lasciato, non sarebbe «sceso dalla croce», lasciando a Dio la responsabilità di sollevarlo dall’incarico. Il suo successore Joseph Ratzinger, che aveva conosciuto bene da vicino la situazione della Curia romana negli ultimi anni del pontificato wojtyliano, quelli della malattia, probabilmente ha pensato alla possibilità di rinunciare fin dal momento in cui ha accettato il pontificato all’età di 78 anni. L’Elezione di Donald Trump dunque necessita di un nuovo Pontefice forse proveniente dall’area anglosassone.

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