Onida, ricorso respinto. Si va verso elezioni anticipate

maxresdefaultOnida. Il tribunale di Milano “salva” il referendum costituzionale del 4 dicembre. La giudice civile Loreta Dorigo ha infatti respinto il ricorso presentato dal costituzionalista Valerio Onida (ex Presidente Consulta) contro la consultazione popolare del 4 dicembre. Lo comunica in una nota il presidente del Tribunale Roberto Bichi. Bocciato anche l’analogo ricorso depositato da un gruppo di legali gli stessi che, con il loro intervento, spinsero la Consulta a dichiarare l’incostituzionalità del Porcellum). Oniaa battuto dunque, A questo punto tutto porta ad elezioni Politiche anticipate nel 2017. Questo perché Renzi perderà il referendum e si scatenerà da subito la gazzarra sulle sue dimissioni. Ma i mestieranti della politica tremano come foglie al vento. Hanno capito che gli elettori non credono più in loro e minacciano di abbandonarli.  Pd e Forza Italia pensano addirittura di modificare la legge elettorale in senso proporzionale, cioè di tornare all’antico – da cui erano fuggiti alla morte della prima Repubblica – pur di non consegnare il potere a quelli dell’anti casta. Grazie al proporzionale infatti, sarebbero in grado, a consultazioni avvenute, di inventarsi alleanze tali da costituire un blocco non tanto allo scopo di governare nell’interesse generale, quanto di opporsi al dominio della compagine pentastellata. Insomma la tattica che intendono adottare i partiti tradizionali è: costruiamo uno sbarramento per vietare ai Cinque Stelle di prendere in mano il pallino. Ciò che è accaduto a Roma, dove i grillini hanno sbaragliato chiunque, non sa da ripetersi a livello nazionale, altrimenti saranno costoro a guidare la baracca italiana, con tanti saluti alla casta. Tutto quello che succederà d’ora in poi tra i politici di carriera sarà teso a colpire il Movimento al fine di tenerlo lontano dalla stanza dei bottoni. L’esito del referendum costituzionale non avrà alcuna incidenza. Quand’anche Renzi perdesse non cambierebbe molto. Perché prima di mobilitare le urne sarebbe comunque necessario approvare una legge elettorale che superi il Senato ridimensionato e si adatti a quello esistente. La qual cosa comporterebbe mesi di stallo durante i quali si imporrebbe un esecutivo di transizione. Presieduto da chi? Mattarella potrebbe incaricare ancora Renzi qualora fosse appoggiato, come è probabile, dal Cavaliere. Il che dimostrerebbe l’inutilità della guerra tra quelli dei Sì e quelli del No. Transeat. Ma quale legge elettorale sortirebbe? Pd e Forza Italia si accorderanno per far passare un bel proporzionale di tipo andreottiano, cosicché quand’anche il vincitore alle urne fosse Grillo questi sarebbe tagliato fuori da Palazzo Chigi per effetto della associazione tra renziani e berlusconiani che, insieme, avrebbero la maggioranza assoluta in Parlamento, magari col supporto di qualche leghista o similari. E il Movimento 5 stelle rimarrebbe estraneo ai giochi. Sissignori, sinistra e centrodestra berlusconiano hanno convenienza a governare male insieme piuttosto che deporre il bastone del comando. Quindi, elezioni anticipate, Renzi, e Berlusconi dovranno convogliare a nozze se non vogliono andare a casa entrambi. Una vittoria Onida, l’avrà portata a casa, in ogni caso.

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