Consultazioni farsa. Elezioni (2018) in dittatura finanziaria. Fine politica italiana

Consultazioni. È rumor di ultimo grido, prontamente negato e smentito: come nei tradimenti amorosi da soap opera, i colpevoli agiscono negando fino alla fine. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, chiederà un prestito miliardario al fondo salva stati: l’Italia così come la Grecia, entra nel girone dell’indebitamento, con annesso ingresso della troika nel Paese e distruzione in un colpo solo della Costituzione e della sovranità nazionale. Ciò che non sono riusciti a fare – la riforma costituzionale – lo faranno ora con una giunta militare di tipo economico, con una dittatura finanziaria il cui compito sarà la distruzione finale della sovranità nazionale con annesse “riforme” di adeguamento dell’Italia alla linea europea: distruzione dello stato sociale, tagli salariali, ulteriori aggressioni al mondo del lavoro e dei diritti sociali. I signori del mondialismo continuano nella loro lotta di classe ai danni delle masse precarizzate che subiscono in silenzio. Il piano dei signori globalisti neofeudali e neo-oligarchici è fallito. Ora stanno lavorando per ottenere per altra via il loro obiettivo, cioè distruggere la sovranità nazionale, la Costituzione e i diritti sociali: stanno lavorando per imporre un “governo tecnico” (si legga: colpo di Stato finanziario ) all’Italia, con tanto di troika in casa. Questo è il domani che ci aspetta. Con la vittoria del no abbiamo vinto la battaglia. Ma la guerra continua e i signori dell’èlite plutocratica mondialista stanno riorganizzando il conflitto. A rendere necessario un prestito per risollevare le sorti dell’Italia non sarebbe, secondo Bruxelles, il risultato del referendum costituzionale in sé, ma i livelli da record del debito pubblico, accompagnato dall’andamento economico sottotono. Il nuovo governo italiano deve applicare “una politica dell’offerta vicina al mercato”, con focus particolare “sul mercato del lavoro, dei prodotti, dell’amministrazione pubblica e della giustizia”. Nessuna speranza alternativa per l’Italia. Alle prossime elezioni, chiunque sarà il vincitore, sarà un Pirro. Tenetelo a mente.

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