EuroVendetta sul NO. Colpo di spugna. Fuori M5S, Lega, e referendum Jobs act

EuroVendetta. Goldman Sacs, Jp Morgan, Bruxelles, e giù a cascata. Codesti signori, non hanno affatto digerito l’amaro boccone, la scelta del popolo italiano di dire No alle riforme. Si sono subito adoperati per dare una lezione esemplare a partiti o movimenti, a loro detta populisti, che hanno appoggiato la campagna del No, e che sono considerati una seria minaccia alle regole del mercato globale. Dunque, parola d’ordine piazza pulita, sgomberare il campo. Instaurare  e restaurare al tempo stesso, a qualsiasi costo, le regole del più forte. Come? Elezioni prima del referendum sul Jobs act, che garantiscano un governo delega, indebolimento delle opposizioni attraverso l’uso di magistratura, scandali su misura, e propaganda “terroristica” stile Goebbels su media asserviti. Subito nel mirino il M5S. Si inizia a Roma, laddove c’è il forte appoggio e complicità del Vaticano, che non vuole fastidi innanzi sull’Imu. Tutto l’attacco, dunque, concentrato sul sindaco Raggi, figura chiave tra il M5S e la possibile presa di governo. Mosse inesperte, e controcorrente ne hanno già indebolito la forza d’impatto, la chiusura alla candidatura di Roma 2024 affatto gradita a costruttori, Coni, e Vaticano, che già pregustavano il dolce manicaretto. L’incertezza sulla costruzione del nuovo stadio della Roma, che tocca interessi da capogiro. Le nuove nomine alle partecipate. E nulla avviene per caso. Chi tocca i fili del potere muore. Dopo l’avviso di garanzia all’assessore Muraro, è di queste ore l’arresto del braccio destro quel Marra, di destrorsa memoria, di cui mai ha convinto a fondo l’incarico. Ma come, con tanti grillini onesti e capaci, la scelta cade su un fido scudiero di Alemanno. Perché? E la Muraro? Visioni  personali o indotte. E se si, da chi? Grillo stesso si interroga, e chiede lumi. Conseguenza logica, e speriamo inesatta, le dimissioni, o l’autosospensione della Raggi, che porterebbero di fatto ad un possibile calo di consensi elettorali. Detto ciò,il prossimo bersaglio, statene certi, la Lega, che fa dell’uscita dall’Euro, il suo cavallo di battaglia, e che sull’immigrazione conduce una politica invisa a Bruxelles. Parola dell’Economico.

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