Fisco. Sei in difetto? Pignoramento stipendio, pensione, e casa, rapido e senza preavviso

c_2_articolo_3016404_upifoto1fFisco. Più poteri di indagine contro chi non paga: sono queste le conseguenze dell’ultimo decreto fiscale da poco approvato dal Governo. La normativa riforma, tra le tante materie, anche la riscossione dei tributi erariali tra cui, persino, il bollo auto. Novità che portano a ridefinire la risposta all’antico e assillante quesito di molti contribuenti «Che succede se non pago?». La risposta è netta: il pignoramento non è mai stato così rapido e certo. Questo perché, nel nuovo testo di legge, è contenuto un ampliamento di poteri in favore dell’Agente della riscossione. Ma come va ad incidere tutto ciò? Quali sono le ulteriori conseguenze per chi non paga gli arretrati? Il decreto fiscale che ha soppresso Equitalia e, al suo posto, ha creato un ente pubblico economico l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, posto sotto l’egida dell’Agenzia delle Entrate stessa, e il controllo del Ministero dell’Economia, non ha fatto altro che attribuire maggiori poteri all’amministrazione finanziaria nella fase dell’esecuzione forzata. Vi si stabilisce che, d’ora innanzi, il nuovo Agente può accedere alle banche dati dell’Anagrafe tributaria, e a quella dei conti correnti ai soli fini della riscossione coattiva. Inoltre, per facilitare il pignoramento dello stipendio, l’Agenzia delle Entrate può acquisire direttamente le informazioni necessarie presso le banche dati dell’Inps.

 Forme di pignoramento.

Il pignoramento dello stipendio può avvenire nella misura massima di un quinto (1/5) se notificato all’azienda. Se invece notificato in banca, dove avviene l’accredito dello stipendio, il pignoramento si può estendere solo alle somme che superano 1.345,56 euro e, per i successivi accrediti, fino a massimo di un quinto.

Il pignoramento della pensione può avvenire solo nella misura del quinto che eccede l’importo minimo vitale di 672,78 euro se notificato presso l’Inps. Se invece notificato in banca, dove avviene l’accredito della rata di pensione, il pignoramento si può estendere solo alle somme che superano 1.345,56 euro e, per i successivi accrediti, fino a massimo di un quinto.

Il pignoramento del conto corrente sul quale vengono depositate (anche) somme diverse da stipendio o pensione può avvenire nella misura del 100%. In tal caso, l’Agente della riscossione notifica il blocco alla banca e al debitore, ordinando a quest’ultimo di pagare entro 60 giorni. Se non lo fa, le somme passano all’Erario direttamente, senza bisogno dell’intervento del giudice.

Il pignoramento della casa, così come l’ipoteca, è più improbabile perché per esso c’è bisogno che il debito superi determinate cifre: per l’ipoteca, il debito deve essere di almeno 20mila euro; per il pignoramento il debito deve essere di almeno 120mila euro e sempre che non si tratti dell’unico immobile di proprietà del debitore ove questi ha fissato la residenza; non deve essere inoltre di lusso e deve essere accatastato a civile abitazione.

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