Il “golpe” per incoronare Mario Draghi Presidente del Consiglio: il piano

Conferenza stampa al termine del Consiglio della BCE per annunciare l'acquisto di 60mld di QEIl Golpe. Un servizio apparso qualche tempo fa sul Frankfurter Allgemeine Zeitung su Matteo Renzi sembrava più una “informativa di polizia che un articolo” e fu “inquietante” soprattutto in vista dell’incontro tra il nostro presidente del Consiglio e Angela Merkel che si “confrontarono su immigrazione, banche e flessibilità”. Lo scriveva in una lettera al Tempo Luigi Bisignani: “Uno sgarbo di queste dimensioni non si era ancora mai visto”, Renzi venne “attaccato sul piano personale e non solo su quello politico, partendo dalle polemiche per l’incarico alla cybersecutity per il suo fraterno amico Marco Carrai, fino alla gestione dei finanziamenti per le manifestazioni collegate alla Leopolda”. Questo, continua il faccendiere “è un segnale sconcertante, anche perché per anni il corrispondente da Roma della Frankfurter è stato non solo il presidente della stampa estera ma soprattutto un ambasciatore ombra di Berlino in Italia”. L’impressione, prosegue, “è che a Berlino, e soprattutto a Bruxelles”, “stiano utilizzando tutte le leve possibili perché il nostro prossimo premier accetti il programma lacrime e sangue soprattutto sull’immigrazione con la minaccia, altrimenti, di chiudere le frontiere e scaricare sull’Italia due milioni di disperati in giro per l’Europa”. Ma c’è di più. Sembra che qualcuno a Bruxelles pensi al “presidente della Bce Mario Draghi come futuro demiurgo”. Ma, conclude l’uomo che sussurrava ai potenti: “Sono possibilista che questa volta Sergio Mattarella, davanti a una nuova crisi pilotata dai poteri forti internazionali e dai burocrati europei manderà gli italiani a votare”.

Draghi intanto si nasconde, non è voluto entrare nel merito della vicenda italiana. A una domanda che gli ha posto il quotidiano spagnolo El País durante un’intervista, ha detto di non potere «commentare eventi politici futuri». Ha però aggiunto che «sappiamo di avere un obiettivo che è la stabilità dei prezzi e di avere gli strumenti per raggiungerla. Come possiamo meglio contribuire alla fiducia e alla stabilità? Attraverso la realizzazione del mandato». La Bce continuerà dunque nel programma di acquisti di titoli sui mercati fino a quando l’inflazione non sarà vicina al 2% e in grado di sostenersi a quel livello senza lo stimolo monetario della banca centrale. In questo modo, aiuta indirettamente le situazioni che altrimenti sarebbero di difficoltà (ma questo Draghi non l’ha detto, ieri) e – si suppone sui mercati – può usare una certa flessibilità negli acquisti per tamponare momentaneamente stati di crisi. Nella stessa intervista a El País, il presidente della Bce ha anche sostenuto che «l’incertezza politica è dominante».

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