Multinazionali: è partito l’assalto ai risparmi degli italiani

Multinazionali. I “poteri forti”, cioè massoneria e banche internazionali del calibro Mac Kinsey, e Jp Morgan (che da sola ha utili per oltre 40 miliardi di dollari l’anno, tanto per render l’idea), dopo essersi spese per immettere sulla scena politica italiana Matteo Renzi, elargendogli il necessario “becchime” per farlo insediare a Palazzo Chigi, buttato giù dalla torre Massimo D’Alema, e spinto i vari protagonisti internazionali a spolpare per bene l’Italia, hanno deciso d’impossessarsi dei risparmi italici. E non a caso, il “consigliere economico” del giovane aspirante Premier di Rignano sull’Arno, fu quell’economista israeliano (Deputato del PD) Itzhak Yoram Gutgeld, direttore della Mc Kinsey e già autore nel 2006 del programma politico di governo di Romano Prodi. Gugeld confezionò per Renzi un programma di governo ad hoc per finire di consegnare quel che restava dell’Italia al potere usurocratico-massonico-bancario, e alle multinazionali (leggasi Jobs act, vaucher, riforme costituzionali) Gutgeld e Mc Kinsey, leader mondiale nel campo delle consulenze manageriali, della quale Matteo Renzi è palese espressione, ha arrecato danni incalcolabili al sistema bancario italiano e, soprattutto, alle tasche dei risparmiatori. Gli Italiani, a differenza di molti altri popoli europei, votati per cultura e tradizione all’indebitamento creditizio, hanno sempre avuto una marcata vocazione al risparmio, tanto che, nonostante la pesante crisi economica, il risparmio bancario, rappresenta ancora una quota consistente della ricchezza nazionale. Siccome i “guru” e gli avvoltoi della finanza internazionale stanno finendo di spolpare, con la complicità della nostra classe politica, le ricchezze dello Stato, e fra non molto nel settore dell’industria statale non resterà più niente da mordere, era inevitabile che prima o poi finissero nel mirino di questi sciacalli anche i risparmi dei privati cittadini, un tesoretto troppo ghiotto per lasciarselo sfuggire.

L’esca avvelenata, la fretta, e la disinvoltura con cui decine di migliaia di cittadini consegnano alle banche i propri sudati risparmi acquistando Titoli di Stato o sottoscrivendo discutibili investimenti obbligazionari che, nel migliore dei casi, daranno a loro nel corso di diversi anni interessi decisamente ridicoli (spesso nell’ordine del 2–3%). La stragrande maggioranza degli Italiani per tradizione, si è sempre votata all’acquisto di titoli. Tanto che, negli ambienti finanziari esteri, gli Italiani sono da sempre chiamati “BOT People”. Era quindi prevedibile che i lupi famelici che stanno strangolando la nostra economia, sfruttassero questa tendenza tutta italiana ad “investire” per poter arrivare a mettere le mani sui loro risparmi. Come? Stravolgendo completamente, e snaturando il tradizionale sistema bancario, fino a poco tempo fa fondato sui depositi e sulla concessione del credito, in modo da poter in tutta libertà (e impunità) vendere ai nostri concittadini derivati, investimenti “tossici” e titoli spazzatura. Ci ha pensato naturalmente la Mc Kinsey, formulando e imponendo agli istituti di credito italiani l’utilizzo di piattaforme di consulenza come la Advice, che hanno distrutto la figura professionale dei bancari, parcellizzandone il lavoro e trasformandoli in venditori di fumo legalizzati, in “effettori” che propongono titoli spazzatura, senza neanche essere tenuti a conoscerne i potenziali rischi, carpendo così la fiducia dei risparmiatori. La Mc Kinsey ha così imposto, un metodo di budgetismo “mordi e fuggi”, improntato su certificazioni di contratto illusorie e fuorvianti. La piattaforma Advice, emette “consulenze” che recano la certificazione dell’ABI, consulenze che hanno già di per sé un costo base. Quindi l’ignaro risparmiatore viene spinto dal personale bancario, trasformato in una catena di piazzisti, ad acquistare, e a sottoscrivere qualsiasi porcheria, in quanto “protetta” da una certificazione che deve pure pagare. Ma nessuno dice al risparmiatore che non si può certificare la certezza di un risultato, e che sono elevate le possibilità di andarci a rimettere. Il metodo Mc Kinsey è stato introdotto in Italia agli inizi degli anni ’90, in preparazione alla campagna di frodi bancarie, e di mutui facili al 100-110% del valore degli immobili. Attraverso piattaforme di consulenza automatica e computerizzata come la Advice, un software chiede le caratteristiche del cliente, i suoi bisogni, obiettivi, etc., per poi sfornare una proposta personalizzata e “certificata” dall’ABI stessa. Per questa consultazione, il cliente paga (e non poco), per poi buttare i suoi risparmi in un pozzo.

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