Il Papa smentisce, e fa fuori la Raggi: “Quella lettera non era solo per lei”. Marino docet

Il Papa spiega che la lettera esibita dalla Raggi non era indirizzata a lei sola ma “a decine di sindaci partecipanti al convegno sui rifugiati”. Bergoglio torna a smentire il sindaco di Roma. Solo che questa volta non si tratta di Ignazio Marino, ma di Virginia Raggi. Prima era toccato al sindaco “marziano” l’onta di essere smentito dal Santo Padre in persona. Bergoglio, nel settembre 2015, rispondendo alle domande dei giornalisti, di ritorno dall’incontro mondiale delle famiglie di Filadelfia, affermò in mondovisione: “io non ho invitato il Sindaco Marino, chiaro?”. Ora la replica con Virginia Raggi. Colpevole forse, di essere poco avvezza all’etichetta e al subdolo potere vaticano, Il Papa aveva spiegato che stava “pregando il Signore” perché non abbandonasse il sindaco e la destinataria della lettera aveva replicato giubilante: “un’emozione grande”, pubblicando la lettera su Twitter forse in omaggio alla celebrata trasparenza grillina. Degna di nota l’esultanza di Beppe Grillo, che gongolava: “È fantastico”. Ma l’entusiasmo grillino è stato subito spento anche dalla diplomazia d’Oltretevere, si è evidentemente sentita in dovere di smentire il Campidoglio con una clamorosa precisazione: “Il Papa ha inviato la stessa lettera a tutti i sindaci partecipanti al convegno di sabato scorso. Ogni lettera è stata firmata personalmente, ma il testo è il medesimo per tutti.”

Il più grande nemico della Raggi, non è il Pd, infatti, il colpo di grazia alla neo sindaca lo darà proprio Papa Francesco, con la pubblica smentita di cui sopra. Ecco perché i potenti della Chiesa hanno deciso di scendere in campo per far fuori la Raggi, vogliono sostituirla con qualcuno di più manovrabile. Uno che non rompa le scatole sugli alberghi, immobili, e attività commerciali del Vaticano, che non pagano l’Imu. E come volevasi dimostrare a due anni da Mafia Capitale, la polizia giudiziaria torna in Campidoglio: sequestrati i documenti della giunta M5S. Al centro delle ricerche degli ufficiali – presentatisi in borghese – ci sarebbero documenti relativi alle nomine di alcuni dirigenti decise dal sindaco nei mesi scorsi e oggetto di inchiesta dopo l’esposto presentato dall’ex capo di gabinetto Carla Romana Raineri. Gli agenti hanno portato via diversi faldoni, tra cui tutti i pareri e le determine sui compensi, che ora saranno esaminati dagli inquirenti. Per l’inchiesta non ci sono ancora né indagati, né ipotesi di reato. “Nulla da nascondere”, assicura la Raggi su Twitter, “Ho messo a disposizione i documenti richiesti in assoluta serenità”.

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