Renziloni nasce zoppo. Pronta Troika e Legge elettorale per escludere M5S

Via libera del Senato al governo Renziloni che, dopo il sì alla Camera, incassa la fiducia del Parlamento. L’Ok di Palazzo Madama arriva con 169 voti favorevoli, 99 voti contrari e 0 astenuti. Ala e Lega non hanno partecipato al voto mentre il M5S ha votato contro. Il governo di Matteo Renzi, il 25 febbraio del 2014, ottenne la prima fiducia del Senato con lo stesso numero di voti favorevoli. Una maggioranza così risicata al Senato, senza l’appoggio dei verdiniani, ad ogni curva rischia di uscire di strada. Dunque, Governo già un piede nella fossa, con in panchina Padoan, l’uomo forte della Troika, e pochi ne fanno cenno. Ma ad essere urgente è la legge elettorale. «Sottrarsi alla responsabilità sarebbe stato più utile dal punto di vista politico partitico ma molto più pericoloso per il Paese» ha aggiunto il premier, che davanti ai senatori ha riconosciuto a Renzi la «coerenza» di essersi dimesso dopo la bocciatura della sua riforma. Il nuovo governo, ricorda, durerà finché avrà la fiducia, ma «a prescindere» dalla data del voto è «urgente» intervenire sulla legge elettorale. Il governo «non sarà attore protagonista» ma «avrà il compito di facilitare la ricerca di una soluzione e avrà il compito anche di sollecitare le forze politiche», spiega. Nella consapevolezza che il sistema di voto influenzerà il nuovo assetto del sistema politico. La nuova legge elettorale, nelle intenzioni dei peones, dovrà esser cucita su misura affinché sopravviva la grande ammucchiata, e il M5s posto nelle condizioni di non nuocere. Come? La reintroduzione da prima Repubblica del proporzionale con la novità del doppio turno, ove i contendenti potranno aggregarsi. Macchiavelli insegna, “Il fine giustifica i mezzi”. E questi il Principe lo conoscono a menadito. Renzi, al secondo turno potrebbe calare l’asso vincente, tutti i suoi ex gregari, se non addirittura presentarsi con un suo fresco Partito. Verdini sta ancora ribollendo per l’esclusione del Governo. M5S, dunque, senza un congruo numero di voti, resterebbe isolato all’opposizione. E il sipario sulle nuove elezioni calerebbe qui, con la solita abbuffata di poltrone; a finire di rosicchiare quel poco di “polpa” ancora rimasta del paese.

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