UE cambia strategia; ora vuole il Renzi bis. Fitch e Moody’s outlook negativo

La UE cambia idea, e dopo aver incassato il No alle riforme costituzionali di Renzi, prova a fare il pompiere gettando acqua sull’incendio acceso dalla finanza e dalla stessa Unione europea che, nei giorni antecedenti il referendum, aveva fatto terrorismo psicologico sugli italiani. Allarmismo rivelatosi ingiustificato, tant’è che nel corso di un’intervista, il commissario Ue agli Affari Economici, Pierre Moscovici, ha cambiato rotta assicurando che nel Vecchio Continente, dopo il fallimento del referendum non si rischia alcuna crisi bancaria. Sì, una settimana sul serio positiva per le Borse europee. Finiscono in cenere le tragiche analisi di giornali come Financial Times, Economist, o Wall Street Journal. Piazza Affari non è collassata, nessun Armageddon finanziario. Anzi. Anche ieri i principali listini europei hanno chiuso in deciso rialzo, con acquisti particolarmente consistenti tra i bancari. L’eco di un piano del governo italiano già pronto per il salvataggio di Mps, qualora salti l’aumento di capitale a carico dei privati, hanno rassicurato gli investitori, che confidano per di più nel sostegno della Bce all’Italia, qualora la fase di incertezza politica si prolunghi con effetti avversi sull’economia. L’unico segnale negativo arriva da Fitch e Moody’s. Due delle quattro principali agenzie internazionali di rating hanno, infatti, abbassato l’outlook sul debito pubblico dell’Italia da stabile a negativo. Un giudizio più politico che economico che, però, non trova continuità nelle contrattazioni di Borsa. Ora sembra che anche a Bruxelles qualcuno si sia accorto che la crisi politica italiana non farà vacillare l’Unione europea. Secondo Moscovici, nonostante la crisi attuale, verrà mantenuta una certa “continuità di governo e di responsabilità”. Questo perché, a suo dire, Renzi ha ancora la maggioranza nelle due Camere e, quindi, può mantenere il potere. “Ora – continua – Mattarella – darà il via alle consultazioni per creare un nuovo governo, e sia se questo governo si farà subito o fra qualche settimane, in ogni caso ci sarà continuità a livello di responsabilità”. Sul futuro delle banche italiane in difficoltà sono in corso discussioni con diverse istituzione, dalla Commissione europea alla Banca centrale. “I problemi – ha precisato Moscovici – sono gli stessi della scorsa settimana, non si sono aggravati, o deteriorati e sono soggetti seguiti con molta attenzione e con particolari misure”. “La Ue ha la possibilità di trattare tutte le situazioni bancarie, noi non temiamo le crisi bancarie”, ha quindi aggiunto facendo appunto notare come, a partire dalla mattina subito dopo l’esito del referendum, la reazione dei mercati sia stata calma.

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