Abisso Poste. Prodotti carta straccia, e l’inganno sui prestiti. Clienti sull’orlo del baratro

Abisso. Poste si sta impegnando a fondo per esser fuori dal mercato. Ormai, la Spa si sta lentamente ritirando dal mondo della distribuzione, tant’è che numerose società private hanno ottenuto appalti nel settore che prima erano di competenza esclusiva di Poste italiane, da parte di primarie società, a partire da quelle energetiche, per la consegna delle bollette. Detto ciò, precisiamo che Poste Spa effettua inserzioni pubblicitarie sui principali quotidiani nazionali, con titoli fuorvianti, quali: “Per la cucina dei tuoi sogni, vieni all’ufficio postale. Prestiti Bancoposta. Ce n’è uno per tutti”. È qui l’inganno. Bancoposta non può erogare prestiti ma è costretta ad avvalersi di banche, il cui nome però, non compaiono nei titoli se non a piè pagina in caratteri microscopici. C’è di più, i Buoni fruttiferi dal 1976, con rendimenti record fino al 16%, non vengono pagati. Un decreto li dimezzò, anche se ora alcuni tribunali stanno dando ragione agli investitori. Poi, il bubbone dei titoli tossici di 4 fondi immobiliari caldeggiati come ottimi investimenti, e su cui ora si sta cercando di porre rimedio, almeno al primo in scadenza l’Iris, dove ignari investitori ci hanno rimesso l’osso del collo. Di continuo altri fondi, con scadenze diversificate, Europa Immobiliare, Obelisco ed Alpha 1, su cui si studierà il da farsi al momento delle scadenze. Un altro caso di prodotto avariato è Il libretto postale smart, un prodotto finanziario della Cassa depositi e Prestiti, offerto in tutti gli sportelli di Poste Italiane. Si tratta di un deposito nominativo costituito da: carta libretto postale, consente di fare versamenti e prelievi in tutti gli sportelli dotati di POS e soprattutto negli sportelli automatici ATM denominati Postamat; Servizio Risparmio Postale On line (Servizio RPOL), permette di sottoscrivere buoni fruttiferi e fare girofondi a libretti o C/C  postali direttamente da casa. Le somme depositate sul libretto postale smart maturano interessi a decorrere dal giorno in cui è stato fatto il versamento in contanti, per gli assegni invece i giorni di incasso sono 7. I titolari possono predisporre bonifici a favore del proprio libretto postale, a condizione che ci sia la stessa intestazione dei 2 conti. Le nuove peculiarità sanciscono la fine di un’epoca, il libretto smart non è più un valido strumento per la gestione, in modo profittevole, della liquidità, ma diviene un semplice strumento operativo. Per una valutazione completa del prodotto, vi suggeriamo di consultare il prospetto informativo del libretto smart. Scompare il Tasso Premiale. Il tasso premiale è una speciale remunerazione concessa a coloro che, sostanzialmente, si impegnavano a non ridurre la liquidità in giacenza sul libretto smart. E’ stata questa promozione a fare la fortuna di questo prodotto. Purtroppo, ai sottoscrittori del libretto smart, non viene più riconosciuto il tasso premiale.La Cdp ha quindi pensato di non lasciare a bocca asciutta i propri clienti, orfani del tasso premiale, e concedere il tasso Supersmart. Si tratta di un tasso maggiorato, rispetto al base, riconosciuto a coloro che si impegnavano ad accantonare delle somme di denaro per un periodo stabilito. Si tratta di fatto di un conto deposito svincolabile, sempre garantito dallo Stato Italiano,  con le seguenti durate e remunerazioni: 0,40% per 180 giorni. In caso di svincolo anticipato Cdp si premura di remunerare le somme con il generoso tasso base. Tuttavia, nonostante la modesta entità delle remunerazioni, l’offerta supersmart non è per tutti, ma solo per coloro che: al 30/09/2016 abbiano già attive delle linee vincolate che le stesse siano scadute tra il 1° ottobre e il 31 dicembre; di un importo complessivo pari o superiore a 25.000 €. La platea dei risparmiatori interessati è veramente stretta.

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