A colpi di tassi usurai e mutui truffa, IntesaSanPaolo tenta la scalata a Generali

Così fan tutte. Pluricondanne al sistema bancario italiano, reo di usare tassi usurai su prestiti, e truffare sui mutui concessi. Non stiamo qui a elencare tutte le condanne già passate in giudicato, oltre quelle in fieri. Ci vorrebbe una intera enciclopedia. Elio Lannutti, Presidente di Adusbef denuncia che la maggior parte dei prestiti, e mutui a tasso variabile, prevedono un piano di ammortamento alla francese, che impone la restituzione degli interessi prima del capitale. Ma una recente sentenza del tribunale di Larino ne ha riconosciuto l’illegittimità, accogliendo la tesi promossa dall’Associazione. Tra le ultime sentenze, spicca quella del Tribunale di Benevento (n.723/16) che ha ordinato la restituzione di una somma superiore a 850mila euro ad un imprenditore della zona. Quest’ultimo era ricorso alle vie legali chiedendo una verifica sul suo conto corrente, denunciando l’applicazione di tassi superiori alla soglia anti-usura, commissioni di massimo scoperto e anche competenze riferite a conti collegati oltre a spese in violazione di norme inderogabili di legge e senza il supporto di idonee previsioni contrattuali. L’imprenditore ha ottenuto da BancaIntesa un maxi-risarcimento perché è stato accertato che la banca aveva addebitato illegittimamente alla società competenze ed oneri passivi per una somma complessiva di 796.712,94 euro e non aveva, invece, accreditato interessi attivi per 92.296,63 euro. Ancora grane per Intesa Sanpaolo a causa di due società immobiliari milanesi che accusano i vertici della banca di truffa. I legali rappresentanti delle due società hanno denunciato i responsabili della filiale di Monza di banca Intesa Sanpaolo, i responsabili del presidio di Milano della direzione centrale recupero crediti della banca e i vertici dell’istituto di credito. Il motivo? Secondo gli avvocati i funzionari della banca avrebbero truffato le due società immobiliari costringendole a vendere l’unico immobile di loro proprietà per estinguere i debiti di due conti correnti e un mutuo fondiario aperti presso banca Intesa. Con l’estinzione del debito, era stato scritto negli accordi, i due conti correnti sarebbero stati chiusi definitivamente. Oltre a fare vendere l’immobile, inoltre, l’intermediario della banca avrebbe fatto credere ai titolari delle due società che firmando tre cambiali del valore totale di oltre 120mila euro tutti i debiti dei conti sarebbero stati estinti. I conti correnti invece, si legge nella querela presentata alla procura di Milano dal difensore delle due società, l’avvocato genovese Dario Mascia, non sarebbero stati chiusi e avrebbero continuato a maturare interessi passivi. La banca avrebbe anche presentato istanza di fallimento per le due società proprio per recuperare quegli interessi passivi. Da qui la denuncia per truffa pluriaggravata e la richiesta di sequestro preventivo delle tre cambiali. Intanto, le banche cercano di risalire la china con ogni mezzo, ed in questo, IntesaSanpaolo è apripista. Addio ai mini-tassi sui mutui per la casa. Dal 2017 il costo per finanziare l’acquisto dell’immobile tornerà di nuovo a salire. I primi segnali di questo cambio di passo già erano scritti nell’andamento degli ultimi mesi dell’Eurirs, uno dei parametri di riferimento su cui si calcola il costo dei finanziamenti, che piano piano aveva ricominciato a crescere sotto l’effetto della lieve ripresa economica e delle attese sui tassi Fed. IntesaSanpaolo, dunque, usa strumenti al confine  dell’illecito ed oltre, per pompare denaro nelle casse. Ora grazie alle numerose indagini della Magistratura, pur lontani dal quantificare l’esatto sommerso, si riscontra che questi denari serviranno a dar manforte all’agognata scalata a Generali.

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