Disastro Sanità. Siamo al 21° posto in Europa. Il 15% dei bimbi senza medico. Ora altri tagli

Disastro Sanità grazie a feroci politiche di tagli orizzontali, di ospedali, medici, infermieri, e posti letto. Il colpo di grazia lo ha inferto la Lorenzin, spingendo il parco buoi dei malati verso le strutture private. Nel mondo sanitario vi sono innumerevoli voci da riqualificare, ma sono assenti un governo, e ministri competenti. Questa è la triste realtà così, quasi ogni giorno vi è notizia di arresti, indagini lungo tutto il fronte della sanità pubblica, e persino in quella privata. Come uscirne? Mettendo mano al portafoglio: Ma sembra impossibile, i paletti imposti al bilancio dalla UE, non ammettono sconti. Eccola qui la ministra in stile Ponzio Pilato, a lavarsi le mani, o intenta ad incantare folle con sensazionalistici coupe de theatre, vedi il Renzi degli 80 euro. Per una visita specialistica occorrono mesi, ma se si passa per l’Intramoenia, accade il miracolo: due giorni, ed è fatta. E sì, l’Intramoenia andrebbe chiusa, chi lavora per lo Stato dovrebbe operare solo in ambito pubblico. Stop. È squallida consuetudine affrontare un’operazione, ove il primario faccia intendere al paziente che ci vorranno mesi ma se per caso si dispone di una certa somma, l’intervento è fattibile in tempi strettissimi in una qualche clinica ove collabora. Ecco dunque  che, ribadiamo, un governo serio dovrebbe riformulare la strategia sanitaria pubblica ed iniziare dal dogma per cui chi vi lavora non può operare altrove. Certo, anche gli stipendi pubblici andrebbero elevati. Ma la Lorenzin pensa alla poltrona ed al benessere dei primari. E sia a Roma che a Milano, un paziente politico urgente viene trasportato, non a caso, al Policlinico Gemelli o al Niguarda. Eccola la Sanità a due velocità: quella per i ricchi e potenti e quella per chi spesso è destinato a morirci. L’Italia così, insieme a pochissimi altri Paesi, perde punti e un posto nella classifica dell’Indice europeo Health Consumer (EHCI) presentato a Bruxelles davanti al Commissario europeo per la salute, il lituano Vytenis Andriukaities. Nato nel 2006 su iniziativa del centro indipendente svedese Health consumer powerhouse (HCP), l’indice è lo sforzo di fotografare dal punto di vista dei consumatori lo stato della sanità di ciascun Paese basandosi su dati ufficiali.  Intanto si apprende che il 15% dei bambini italiani è senza pediatra perché il loro numero è insufficiente. Il blocco del turnover per i medici dei bambini ha fatto guadagnare all’Italia anche un richiamo dall’Unione Europea. Alla Federazione dei medici pediatrici sostengono che nel giro di otto anni, il sistema  andrà in crisi. Infine c’è da sottolineare che con la manovra aggiuntiva richiesta dall’Europa, ci saranno ulteriori tagli per oltre 420 milioni alla Sanità.

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