Marijuana legale offre più lavoro del “tessile”. Il proibizionismo nuoce gravemente alla salute

Marijuana legale. “Essi amano l’albero ma ne odiano il frutto, o amano il frutto e odiano l’albero”. L’Italia ipocrita e bigotta, riparata sotto l’ombrello del Vaticano, e di una pseudo cultura fascistoide, ancora non accetta la liberazione delle droghe, e si fa per dire, perché le più leggere, come la cannabis, vere e proprie droghe non lo sono. Nonostante assuma droghe di ogni genere ogni giorno vedi caffè, sigarette ecc. Perché? Se si liberalizzassero, le cosche vedrebbero bruscamente gli introiti diminuire. Dunque, parlamentari uniti, salvo rare eccezioni affinchè una legge a tal riguardo mai passi. Loro devono continuare a lucrare sulla salute dei cittadini. Chi ci mette le mani? Al momento assai difficile, perché l’attuale giurisprudenza fascista ne punisce sia l’uso che la coltivazione. Tutti blaterano, ma pochi forniscono ricetta efficace. Più di 250mila posti di lavoro entro il 2020. Queste sono le proiezioni fornite da un recente report, realizzato da New Frontier, sulla crescita del mercato legale della cannabis statunitense. Stime che, stando ai dati diffusi dal Bureau of Labor Statistics, superano il numero di posti di lavoro che verranno creati dal settore manifatturiero entro i prossimi quattro anni. Del resto, le proiezioni dello scorso anno erano più che positive: entro il 2026 il valore del mercato americano della cannabis legale potrebbe crescere di 50 miliardi di dollari, stando a quanto riportato da Bloomberg. Solo nel 2016, le vendite in Canada e negli States sono cresciute del 30%, per un valore totale di mercato di 6,7 miliardi di dollari. Una crescita senza precedenti. Nello specifico, il mercato cresce lungo due segmenti principali: per quanto riguarda la cannabis terapeutica, le vendite aumenteranno e porteranno il valore di mercato a 13,3 miliardi entro il 2020, mentre le stime per quella a scopo ricreativo proiettano un valore complessivo delle vendite di 11,2 miliardi di dollari entro quattro anni. La situazione in Europa è ben diversa: nessuno Stato europeo ha legalizzato completamente la marijuana. Spagna, Germania, Olanda e Portogallo hanno creato dei frame normativi che tollerano piccole quantità per uso personale, anche in luoghi pubblici come caffè o bar. Come spiega Forbes in un articolo di gennaio, molti paesi europei stanno portando avanti un vivace dibattito sull’eventuale legalizzazione, prima fra tutti la Francia.

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