Milano come Nola. Malati abbandonati in barella in sale d’aspetto, e reparti, al Policlinico

Milano come Nola. Barelle nelle sale di aspetto, nei corridoi, senza la possibilità da parte degli infermieri di garantire non solo la dovuta privacy, ma soprattutto la sicurezza e la corretta assistenza dei pazienti. “E’ decisamente critica”, per il Nursind di Milano, la situazione alla Fondazione IRCCS Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico. Tanto che il sindacato degli infermieri riferisce di avere inviato due esposti ai Nas. “In più di un’occasione abbiamo riscontrato lettini-barella ‘parcheggiati’ negli spazi comuni dell’ospedale, a malapena protetti da un paravento. Anche se spesso si tratta di situazioni che si verificano nei Pronto Soccorso, le abbiamo ritrovate in reparti di degenza, come quello di Medicina Interna”, afferma Rosario Pagana, segretario territoriale NurSind Milano. “Non si possono sottovalutare i rischi derivanti da questi comportamenti, quali le eventuali cadute dei pazienti. È difficile garantire un’adeguata assistenza – a partire dalla semplice igiene fino alle manovre di emergenza – anche perché il numero degli operatori, soprattutto infermieri, deve essere distribuito su un maggior numero di ricoverati”. Partendo da questi presupposti, “e con il preciso intento di salvaguardare lo standard dei servizi che dovrebbero essere garantiti dagli ospedali milanesi”, Nursind spiega di avere inviato due esposti denuncia ai Carabinieri Nucleo Anti Sofisticazioni e Sanità, chiedendo “controlli e interventi per le ripetute situazioni contrastanti con le norme in tema di sicurezza e requisiti strutturali presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico”. Ma senza risorse aggiuntive sarà difficile garantire prestazioni anche le prestazioni base che, nella migliore delle ipotesi, peseranno per 800 mln sulle Regioni. Questo senza contare che, secondo una stima, il costo reale dei nuovi Lea potrebbe aggirarsi tra gli 1,4 e gli 1,6 mld. Insomma, è il Ministero della Salute che governa la sanità, e se ci sarà qualcosa che non funziona non potrà di certo scaricare la responsabilità sulle Regioni che sono ormai ai ferri corti con la Ministra Lorenzin.

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