Renzi negli Usa alla corte di Jp Morgan. Intrigo internazionale sul voto

Renzi se ne infischia dei rottamati, che per vendette personali han deciso di abbeverarsi altrove, e spera che nessuno  capisca il waltzer, e lo elegga ancora Principe. Massimo D’Alema, Pier Luigi Bersani, Roberto Speranza ed Enrico Rossi, gettano la spugna,al momento forti di una ventina di senatori e tra i 12 15 deputati, in scuderia.  Bisognerà capire quale ciurma li seguirà. Fatto sta che i due ex Presidenti del Consiglio, D’Alema e Bersani, non hanno rispettato le regole della democrazia, e cioè chi ha la maggioranza governa, e così ora provano a ritagliarsi spazi adeguati. Un terremoto in seno al Pd in grado di far crollare la torre Renzi. Non ci sono riusciti. Cosi hanno preso la via di fuga, anche se il popolo della sinistra, difficilmente li seguirà, perché ormai rappresentano, solo se stessi, e il passato intriso di demagogia, e retorica. La politica dovrebbe vestire il piumaggio di un’aquila capace di volare alto nei cieli del futuro. E invece, D’Alema, e Bersani, vollero, fortissimamente, vollero, esser la minoranza capace di dettar legge. Democrazia, cibo indigesto ai i due ex leader comunisti, davvero poco avvezzi alla cultura della sconfitta. E sul viaggio di Renzi negli Usa, dietro al velo di una vacanza studio, si celano stretti contatti con Morgan Stanley, J.P. Morgan e Goldman Sachs, per puntare il faro sulle urne e tornare premier, o accomodare la sua posizione da disoccupato, se le cose andassero male. Così infatti, fece l’ex direttore del Tesoro Saccomani, che riuscì a sedere sul trono di direttore generale alla Goldman Sachs, dopo, aver “agevolato la banca sui contratti per gestire il gioco dei derivati in cui lo Stato italiano avrebbe partecipato da scommettitore. Trastullo già costato 38 mld, e che rischia di diventar emorragia fino al 2060. «Mentre gli organismi statutari decidono le regole del Congresso, io sono in partenza per qualche giorno per gli Stati Uniti. Vi racconterò sul blog.matteorenzi.it il mio diario di bordo dalla California dove incontreremo alcune realtà molto interessanti. Priorità: imparare da chi è più bravo come creare occupazione, lavoro, crescita nel mondo che cambia, nel mondo del digitale, nel mondo dell’innovazione». Lo annuncia Matteo Renzi sull’e-news, che aggiunge: «Se qualcuno vuole lasciare la nostra comunità, questa scelta ci addolora, ma la nostra parola d’ordine rimane quella: venite, non andatevene. Tuttavia è bene essere chiari: non possiamo bloccare ancora la discussione del partito e soprattutto del Paese. È tempo di rimettersi in cammino». Renzi annuncia anche che, «nei prossimi giorni, con calma e minore intensità rispetto al passato, tornerò anche a partecipare a trasmissioni televisive. E riprenderemo i dialoghi su Facebook, inaugurando un modello diverso. Dopo aver più volte lanciato il “MatteoRisponde”, daremo spazio dalla prossima settimana a qualche “MatteoDomanda”, mettendoci in ascolto delle idee e delle proposte di chi vorrà farsi sentire. Ascolto, partecipazione, coinvolgimento: queste le parole chiave del lavoro che faremo durante la campagna congressuale».

Renzi negli Usa alla corte di Jp Morgan. Intrigo internazionale sul voto
5 (100%) 3 votes

(Visited 2.804 times, 1 visits today)

Comments

comments

Lascia un commento