Agopuntura: origini di un’arte olistica che cura

L’Agopuntura è un’arte medica cinese di origini antichissime che prevede l’infissione di aghi sottili di alluminio e rame punti specifici distribuiti su tutto il corpo lungo un complesso sistema di meridiani energetici. La Dott.ssa Tiziana Cavalli ci narra da illustre esperta. 

Per l’esercizio dell’agopuntura è richiesta una laurea in medicina e chirurgia, e chi la praticasse sprovvisto di tale titolo commette reato di cui all’art. 348 c.p. volto alla tutela della salute pubblica” (Sentenza 07176 della sez. VI della Corte di Cassazione del 19.07.1982)

  • Narra una antica leggenda che migliaia di anni fa arrivò in Cina dall’Europa una razza di uomini alti dagli abiti luccicanti (broccati), chiamati dagli autoctoni ” Figli della Luce Riflessa” (Fuang Zu), che insegnarono ai nativi i segreti di una civiltà̀ evoluta.
  • Queste conoscenze furono tramandate di generazione in generazione, attraverso riti ripetitivi e ritmi musicali in rima.
  • Si generò così la antica Tradizione Acusmatica. I Fuang Zu insegnarono anche le “Arti della Salute” denominate “Gli Otto Fili di Broccato” (Ba Chi Xien).

L’arte medica dell’agopuntura fu attribuita all’imperatore Huang Di, 2400 a.C., autore del Huangdineijingsowen. A lui è attribuita la scoperta dell’aritmetica, della scrittura, dei mezzi di trasporto. Durante il Regno Shang, o Yin (1520-1030 a.C., periodo delle “ossa oracolari” e  della medicina apotropaica sciamanica Zhu Jin) comparvero i primi documenti scritti di una primitiva concezione eziopatogenetica che distingueva tre tipi di cause di malattia:

  • climatiche o celesti, dipendenti da un imperatore dell’alto Shan Di,
  • costituzionali endogene, dovute agli influssi degli Avi defunti Gui.
  • nefaste esogene, tossiche, da parassiti infettanti ed infestanti .

Si eseguirono in tale epoca le prime cure protochirurgiche (amputazioni di cancrene, drenaggio di ascessi) e si praticarono le prime forme di cutistimolazione acumoxibustoria, dapprima con aghi di pietra, in silice, asbesto, crocidolite, giada, successivamente in bambù e poi in rame e bronzo. E’ ipotizzabile inoltre l’uso di vetro e osso affilato.

Si diffuse  inoltre la “farmacobustione”, applicazione di erbe medicinali su scarificazioni cutanee ottenute con microustioni, sia a scopo terapeutico che di tatuaggio rituale.  Avvenne in questo periodo la scissione tra i maghi Wú ed i medici Yi Il pensiero cinese nasce da una osservazione della realtà: la costruzione mentale deve partire da quello che è visibile.

I fondamenti teorici dell’agopuntura sono quelli del Taoismo tradizionale, una spiegazione teorica del mondo e delle sue manifestazioni: “ Tao produce UNO; UNO comprende DUE e si manifesta come TRE; TRE produce i diecimila esseri  (Lao Tseu, VI secolo a.C.) Il Tao è la traccia che lascia nel mondo visibile il principio che lo governa, e che permette all’uomo di prenderne coscienza, che si esprime attraverso il pensiero. Perché possa apparire la manifestazione, il Tao produce UNO che diventa DUE.

UNO è l’Energia (Qi) , senza la quale l’esistenza è impossibile, la causa di tutte le produzioni e le distruzioni (NeJing Sowen). Si ha consapevolezza di sè quando si ha la separazione dall’altro, il bambino che esce dalla pancia della madre: allora entra in funzione il Cuore, che corrisponde al DUE.

L’occidente ha costituito la psicoanalisi, una “non scienza” nata sulla scienza della mente, la quale sostiene che un buon risultato psicoanalitico è dato dal rimettersi in discussione, allo scopo di riacquisire una centralità, equidistanza dalle pulsioni, dai desideri, che danneggiano lo Shen (spirito). L’uomo è l’unica specie che ha il linguaggio, consapevolezza di sè rispetto all’altro. Per mantenere la salute occorre una giusta porosità verso l’ambiente esterno, una costante trasformazione. Bisogna essere come l’acqua, che cambia forma ma mantiene la sua natura, dimostrare coerenza e adattamento. La malattia nasce quando si smette di cambiare.

I primi testi che descrivono il decorso di meridiani energetici risalgono al 200 a.C. Nel 100 d.C, comparvero anche gli agopunti, probabilmente grazie al contributo della medicina ayurvedica, che poi si è in gran parte persa in India a causa di una ostinata trasmissione orale.

Seguire il proprio Tao, la via della trasformazione di tutto ciò che accade, significa portare a termine i giorni di vita che ci sono stati dati. Il  principio etico corrisponde a un principio sanitario: vivrò a lungo se sono saggio. Maestro, cos’è la saggezza? Dormire quando ho sonno, bere quando ho sete, mangiare quando ho fame, azioni intatte nel bambino, ma che si perdono nella società odierna.

Il trattamento con l’agopuntura non fa altro che restituire un punto di partenza, ripristinare l’armonia delle frequenze che risuonano nel corpo umano agendo sulla nota stonata. Tale concezione di riequilibrio risulta tanto lontana dalla medicina allopatica occidentale, secondo cui chi si ammala deve prendere una o più pasticche per continuare a fare gli errori che ha sempre fatto. A partire dal pensiero di Cartesio, e prima ancora da Platone, materia e metafisica si sono separati, e in Occidente si è persa la spiritualità, la matrice primaria con cui l’uomo primitivo gestiva lo stato di smarrimento, meraviglia di fronte agli eventi.

L’ideogramma del Qi  (I secolo a. C. – I secolo d. C.) descrive nella radice di destra  un movimento di ascensione verso il cielo, simbolo del vapore; nella radice di sinistra, un chicco di riso, la sostanza alimentare della vita, la Materia.  L’Energia è unica ma si manifesta sotto forme multiple, e condensandosi dà origine alla Materia. Nella sua accezione originale, Qi era concepito come il vento, l’agente atmosferico che precede e annuncia il cambiamento delle stagioni, la manifestazione del divenire dell’esistente. Dunque alla Medicina occidentale, materiale, organica si contrappone quella orientale, energetica, funzionaleL’uomo è sempre percepito nella sua globalità̀, nella sua totalità̀ e nella sua intima essenziale unità, è indissociabile dal suo ambiente con il quale forma un circuito energetico aperto.

L’energia unica prodotta dal Tao non può prendere forma se non trasformandosi in due forze opposte e complementari, affinché siano mantenute in equilibrio dinamico la coesione della materia e la forza dell’energia: Gli ideogrammi YIN e YANG condividono la radice sinistra, un muro di pietre impilate, ovvero la struttura apparente della manifestazione, affiancato da un cielo nuvoloso per lo Yin, da un sole luminoso per lo Yang.

Lo yin e lo yang nascono nel pensiero cosmogonico del 300 a.C,, con forte matrice derivante dallo studio di astri e pianeti. Molte civiltà antiche inclusi Sumeri, Egizi, Cinesi hanno  spiegato i fenomeni della terra come specchio dell’evoluzione del cielo (fenomeni atmosferici e astrologici). Il cielo nell’antichità si guardava in grandi vasche di acqua che fornivano un diagramma per osservare di notte  gli spostamenti degli astri. Preesisteva la necessità di concepire l’energia, il movimento.

Yin e Yang erano allora due aggettivi del vento, che anticipa e determina la trasformazione, il prana, che alterna stati di condensazione e rarefazione, dando identità alla forma organizzata di vita e determinandone il potenziale trasformativo. Tramite le leggi del movimento del cielo si capiva la trasformazione della terra: ecco l’origine del determinismo dal cielo, con un rapporto gerarchico di tipo funzionale, non già autoritario. Non si ragiona per idee, ma per somiglianze, analogie, e la forma determina una modalità di pensiero di tipo descrittivo, analogico, propone una essenza grafica, morfologica. L’ideogramma è l’evoluzione della pittura rupestre, la rappresentazione grafica di una immagine di pensiero, l’immanenza. Nella sua raffigurazione, l’uomo primitivo era quello che raffigurava, faceva parte, in rapporto paritario, del bisonte che disegnava, di cui indossava la pelle.

Dunque la medicina cinese è anche dualstica, relativistica, analogica.

L’arte medica cinese è una medicina preventiva: bisogna curare la malattia prima che si manifesti

L’uomo, tra cielo e terra, è un microcosmo nel macrocosmo, un universo in sé.

Seguire le stagioni è vita, è la pace. Non seguirle è la malattia e la morte.

Il saggio conserva il suo yang in primavera  ed estate; in autunno e inverno, conserva il suo yin.

(Nejing)

Questa medicina così antica ha l’inestimabile pregio di mirare a un riequilibrio energetico personalizzato dell’individuo senza provocare tossicità o eventi avversi. Induce altresì una trasformazione graduale del soggetto che lo porta a recuperare l’autenticità, e la presa di coscienza di eventali turbe psichiche, presupposto imprescindibile per la loro risoluzione.

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