Servizio Sanitario Nazionale a rischio sostenibilità. Lo scenario futuro

Il Servizio Sanitario Nazionale è a rischio sostenibilità. E’ quanto afferma il rapporto Osserva Salute, il ritratto della salute degli italiani presentato al Policlinico Gemelli da cui emerge la presenza nel nostro paese di un numero sempre maggiore di malati cronici (4 su 10). Al contempo ne emerge anche la presenza di un numero sempre maggior di anziani mentre la prevenzione (programmi di screening, vaccinazioni ecc.) segna il passo.

Le ultime previsioni sulla spesa sanitaria effettuate dal Ministero dell’Economia e Finanza, Ragioneria Generale dello Stato (Rgs) stimano che l’incidenza della spesa pubblica sul Pil, nel 2025, sarà pari a circa il 7,2%, nel 2035 al 7,6% e raggiungerà l’8,3% nel 2060. Numeri che ne mettono seriamente a rischio la tenuta.È bufera sui ticket sanitari dopo la pubblicazione su Repubblica dei dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

Dalle informazioni raccolte spicca la grande differenza tra Nord e Sud sui soldi incassati per i ticket sanitari, ed emerge che i veneti pagano più di tutti in Italia: in media un contribuente residente in Veneto sborsa 36,2 euro all’anno, contro gli 8,7 euro pagati in media da un siciliano. In pratica, quattro volte tanto. La media italiana invece è di 23 euro pro capite.

L’unica grande Regione a non aver visto un calo degli introiti da ticket sulla specialistica nel 2015 rispetto al 2012 è l’Emilia-Romagna, che ha segnato un +4,8%” si legge su Repubblica. “I suoi cittadini spendono in media quasi 36 euro l’anno per la tassa su esami e visite. Il dato pro capite è in linea con quelli di Toscana, Veneto, Friuli, Trento e Bolzano”.

MENO VISITE SPECIALISTICHE

Altro dato è la diminuzione complessiva delle prestazioni sanitarie specialistiche, come visite ed analisi. È non è del tutto vero che questa diminuzione abbia favorito il privato a discapito del pubblico, perché le visite specialistiche sono diminuite quasi del 10% sia nella sanità pubblica che in quella privata.

AL SUD CAMBIA TUTTO

Al Sud i numeri sono molto diversi: c’è chi non arriva nemmeno ai 10 euro, come Campania e Sicilia, o li sorpassa di poco, tipo Puglia e Calabria. Altri rimangono comunque sotto ai 23 euro di media spesi in Italia. Il sospetto è che le regioni meridionali siano zavorrate dalle esenzioni, che possono essere per patologia, invalidità o reddito-età (riguardano chi ha meno di 6 o più di 65 anni e un reddito familiare sotto i 36mila euro.

FALSI ESENTI

E poi c’è il problema dei falsi esenti: si stima che in certe realtà l’80% di coloro che si rivolgono alla sanità pubblica abbiano un certificato di esenzione, un dato enorme che fa pensare a un’alta diffusione di queste truffe. La Campania incassa in un anno 56 milioni di euro mentre l’Emilia Romagna, che ha oltre un milione di abitanti in meno, incassa dal ticket sanitario 159 milioni.

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