Terrorismo : Ricetta vincente contro gli attentatori, armarsi tutti. Ma quale governo sarà in grado di dare semaforo verde?

Terrorismo – Contro gli attentatori dell’Isis, gruppi o lupi solitari che siano, non bastano più soltanto le forze dell’ordine. Ed allora sarebbe il caso di consentire agli italiani di armarsi, naturalmente con tanto di prove di tiro e di esame psicologico, oltre che di buona vista. Se per esempio, nei vari attentati che ci sono stati in Europa,e che hanno colpito Francia, Germania,  Belgio, ed ora di recente , Londra,qualcuno avesse avuto a portata di mano una pistola, probabilmente tutte le stragi non ci sarebbero state.

TERRORISMO : ALCUNE MANIFESTAZIONE DOVREBBERO ESSERE SPOSTATE FUORI CITTA’

Certamente qualche morto o ferito , compreso aggressore od attentatori, ma sicuramente non stragi. Per esempio, se sul ponte di Londra, che conduce alla Camera, dove il Suv  della cellula dell’Isis ha agito, travolgendo gli ignari passanti,ci fosse stato qualche cittadino armato, ne avrebbe potuto fermare la corsa. Il buonismo disarmato, si è visto, non premia, mentre ci sono sempre più cadaveri e feriti innocenti a farne le spese. E facciamo un esempio su Roma.Tutti i punti ritenuti sensibili sono pattugliati e controllati da forze di polizia ed esercito. Ma tutt’ intorno c’è il deserto dei Tartari. Quindi, o si è in gradi di potersi difendere anche da soli, all’istante,altrimenti si rischia di morire, in attesa che qualcuno intervenga. Certo, ci sarà sempre qualche pazzo dell’Isis in grado di andare in giro con giubbotto ripieno di tritolo , e farsi esplodere. Comunque se tutti fossero armati, certamente il rischio attentati diminuirebbe di gran lunga. Ed infine una pistola dentro casa sarebbe anche un deterrente per qualsiasi malavitoso. Ma di tale argomento, nei tanti palinsesti  Tv non si fa cenno. Come mai? C’è qualcosa che non torna.

Poi, ci sarebbe da stendere un velo pietoso su certi permessi accordati di manifestazioni che , invece, andrebbero vietate, come i 5 cortei  a Roma , per il 25 marzo, giorno dei festeggiamenti del 60 mo anno  della nascita dell’Europa. E c’è ancora da aggiungere che non si capisce perché le manifestazioni di protesta, in generale, debbano svolgersi nei centri storici. Necessiterebbe una legge che li vieti , se non effettuate al di fuori dei centri storici. Sembra una cosa complicata, ma non lo è affatto. Infine, due righe sul diritto di sciopero, che dovrebbe essere abrogato, e sostituito con gli incontri tra sindacati e governo. In Italia, già si lavora poco, per chi un lavoro lo ha ancora, tra feste consacrate e scioperi di ogni genere, per cui più lavoro e fine degli scioperi, che sono solo fini a se stessi, e che non risolvono alcun problema, se non i soliti cittadini che ci capitano nel mezzo.

Ma per attuare quanto sopra, occorrerebbe un governo  con le idee chiare, oltre che con le spalle larghe. Ed invece si continua con le larghe intese, dove ognuno cerca di tirare l’acqua al proprio mulino, tra un bonus e l’altro, che poi non verranno neanche pagati, solo a scopi elettorali. In questo paese occorrono più fatti e meno chiacchiere. E quei pochi fatti sono tutti negativi. Ecco perché non si va alle urne.

Roberto Casalena

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