Sanità: Il medico di base non viene a casa? E’ denunciabile. Ecco cosa fare

Sanità – Se il medico di base non viene a visitare a domicilio è denunciabile, perché obbligato. Ormai, con la nuova normativa varata dalla ministra della Salute, Lorenzin, i medici di base si dovrebbero accorpare e garantire turni, tutti i giorni, fino alle ore 24. Anche perché con la soppressione della Guardia medica notturna, questi centri aggregati, si fa per dire, dovrebbero garantire le visite, sia in studio che a casa , anche il Sabato e la Domenica.

Sanità, con la soppressione della Guardia medica notturna, dovrebbero esserci più medici ed invece…

Ma naturalmente, dato che i medici di base sono diventati una casta, tranne qualche eccezione, e dato che non vi è alcun controllo, ognuno fa ciò che meglio gli aggrada. Così, alla fine del vecchio turno, cioè le 19 o 20, tutti staccano i cellulari , mentre nei così detti centri accorpati nessuno risponde. Così il paziente se la prende nel solito posto. L’unico modo per provare a rimanere in contatto con un medico di base sarebbe quello di inviare un Sms. Ma loro fanno finta di non averlo letto o ricevuto. Così alla fine, un malato è costretto a rivolgersi alla Croce Rossa, od a recarsi in ospedale, al pronto soccorso. E la Lorenzin, invece di pensare a chiudere la Guardia medica notturna ed ad accorpare in una struttura più medici di base, senza alcun controllo, avrebbe dovuto prevedere sanzioni pesanti per quei medici che se ne fregano dei pazienti. E naturalmente ciò non è stato, perché la Lorenzin, invece, sta spingendo il sistema sanitario pubblico verso quello privato.

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E tornando al medico di base, questo non può rifiutarsi di visitare il paziente a casa se le sue condizioni sono tali che non ne consentano il trasferimento presso il proprio ambulatorio e la visita risulta necessaria ed urgente. Dunque, in presenza di tali condizioni, il medico è tenuto a visitare il paziente il prima possibile. Ma qui, come al solito si apre iil gioco delle tre carte, perché è il dottore a dover stabilire se si sia in presenza di un’urgenza o meno. Però, se il medico, pur in presenza di un’urgenza, si rifiuta di recarsi dal paziente, scatta il reato di “ omissione di atti di ufficio” e può essere denunciato. E c’è una sentenza della Cassazione che pesa come un macigno. Le visite a domicilio devono essere compiute in giornata, se richieste entro le 10 del mattino, od entro le 12 del giorno successivo, mentre il sabato il medico non è tenuto a svolgere attività ambulatoriale, ma è obbligato a seguire le visite domiciliari richieste entro le ore 10 dello stesso giorno , nonché quelle eventualmente ancora non effettuate, richieste dopo le ore 10 del giorno precedente. Dunque, se il medico non si reca al domicilio del paziente, che non è in grado di potersi recare allo studio, è punibile penalmente. Quindi, in caso di urgenza, dopo la telefonata, inviare sempre un Sms od una e-mail, che convalidi la richiesta, perché il medico potrebbe sempre dire di non aver ricevuto alcuna telefonata. D’altronde, con le cure della Lorenzin, le cose sono ulteriormente peggiorate. Una non laureata a dirigere un ministero della Salute. La prossima volta ci manderanno qualcuno con la licenza media, magari voluto anche questo/a da Alfano. Ecco a cosa servono gli inciuci del Pd.

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