Banche venete in regalo ad un euro. Migliaia di risparmiatori verso il lastrico

Banche – Banche venete in regalo ad un euro. Migliaia di risparmiatori potrebbero perdere tutto. Si tratterebbe di un salvataggio “mascherato” di Stato, in modo tale che le banche italiane non debbano mettere soldi nel Fondo di garanzia interbancario. Un altro regalo agli istituti di credito. Infatti, con il nuovo piano messo a punto dal Tesoro , le banche, almeno per il momento, si sono defilate da un possibile intervento. E non a caso, appunto. Se ne riparlerà, forse, a giochi fatti, quando veneto Banca e Pop Vicenza saranno state ripulite, con i nostri soldi, e ci sarà un piano industriale appetibile. Il piano statale prevederebbe  una bad bank del governo, che acquisterà i crediti avariati  (NPL ),  con un costo previsto tra i 5-6 miliardi di euro, e la creazione  di una good bank in cui confluiranno le due banche venete, il tutto al costo di un euro. L’operazione, come richiesta dalla UE , dovrebbe scattare alla fine della settimana, e comunque, non più tardi della prossima.

 

Banche venete in regalo ad un euro. Migliaia di risparmiatori verso il lastrico
Banche venete in regalo ad un euro. Migliaia di risparmiatori verso il lastrico

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli NPL ammonterebbero a circa 9 miliardi, che resteranno nella bad bank, cioè allo Stato. Che poi dovrà cederli a terzi, con una remissione da capogiro. Intanto, il Consiglio dei Mi nistri del 16 giugno scorso ha sospeso per sei mesi i rimborsi dei bond  subordinati per una totale di circa 150 milioni di euro. Un bel campanello d’allarme, ed alla fine, c’è il rischio  del bail- in. Ora, comunque, occorrerà vedere  se c’è qualche  banca italiana od estera interessata all’acquisto  della good bank al prezzo, si fa per dire , di un euro. Unicredit, ma anche Iccrea ed Ubi sembrano essersi defilate dalla partita, mentre Intesa Sanpaolo sarebbe ancora in pista. Il Tesoro, comunque,ha già affidato alla banca d’affari Rothschild, quale advisor, la ricerca di possibili investitori privati, sia italiani che esteri. Intanto, fino ad ora, il sistema degli istituti di credito ha già speso 9 miliardi per le varie crisi bancarie italiane. Comunque, una volta che le due banche venete saranno state ripulite con la cessione degli NPL alla bad bank di stato, la good bank potrà risultare più appetibile. Certo è che la normativa sul bail- in voluta dalla Merkel, ed a cui l’Italia ha abboccato, non doveva essere firmata. Anche perché la Germania aveva già ricapitalizzato le banche tedesche con una iniezione di liquidità di circa 250 miliardi, e quindi le aveva messe al riparo da qualsiasi possibile turbolenza. L’Italia no. Non vi era bisogno di alcuna ricapitalizzazione, e sia Bankitalia che Tesoro dissero all’unisono la stessa cosa, e cioè che il sistema bancario italiano era solido. Poi si è visto come sono andate le cose. Ed ora sarebbe il caso che chi affermò tali ipocrisie, venisse inquisito dalla magistratura. Altro che la Raggi, che ,invece, puntualmente, e non a caso, viene inquisita. Tutto il contrario di tutto. Verdini, gli ex amministratori della banche venete, quelli delle quattro banche fallite, Banca Marche in testa, oltre che Mps, quando verranno spediti in galera? E si sono anche pappati liquidazioni milionarie, oltre che stipendi faraonici. Ma la giustizia italiana, sarà in grado di correre? Perché che queste persone continuino a campare alla grande, e poi, magari, condannate post mortem, non avrebbe senso.

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