Le ex Antitrust, poi rinominate, restano carrozzoni di Stato. Denunce su abusi telefonici? Alla Polizia Postale

Le ex Antitrust, poi rinominate, restano carrozzoni di Stato. Denunce su abusi telefonici? Alla Polizia postale.

I politici, infatti, sanno per primi che gli italiani sono un popolo di pecore (oltre che, naturalmente, la Chiesa), per cui dopo essersi inventati le Antitrust (organi di controllo su Tlc, acqua, gas elettricità, ecc), e dopo averle rinominate, nulla è cambiato . Per cui ciò che doveva trasparire, invece, traspare molto poco, mentre il cittadino rimane vessato, nonostante i costi di questi apparati faraonici, che invece servono ad occupare poltrone e poltroncine, della serie “ mi manda Picone”: Presidenti,consiglieri, collaboratori, dipendenti , più o meno qualificati, segretarie, uscieri, ecc, e tutti senza concorso. Apparati che costano , e che servono, dunque, soprattutto a mantenere gruppi di sottopotere. Premesso ciò, veniamo ai fatti, non tutti ,certamente, nella fattispecie ciò che capita nelle Tlc. Si è assillati da chiamate quotidiane da parte di vari call center di società telefoniche che vi propongono nuove proposte od offerte varie?

Qualcuno dice che non interessano, ma di ingenui ce ne sono tanti, per cui , alla fine, nella rete ne cascano in molti.

Ed entriamo nello specifico : chiamano, e questo è già un abuso, perché nessuno ha fornito loro il numero di telefono; ma c’è di peggio, perché chi chiama fornisce, quando va bene, solo il nominativo, senza un numero di matricola di riferimento , ne un numero di telefono di rintracciabilità. E comunque, anche se venissero forniti più dati, la telefonata è schermata “ sconosciuto”. Il che significa, che in una eventuale registrazione di pre-contratto, qualcuno si può appropriare dei dati dell’utente. Addirittura qualcuno si presenta sostenendo che il contratto con la compagnia telefonica è scaduto, e che occorre rinnovarlo, quando, la compagnia telefonica non è quella dell’utente. Tutto falso. Ed allora cosa può fare il cittadino per difendersi da tutte queste telefonate anonime ed indesiderate? Vediamo:

  1. Riattaccare subito la cornetta telefonica
  2. Dire che non interessano nuove offerte, e di non richiamare più ( cosa che peraltro non avviene mai)
  3. Minacciare di informare l’Agcom (Agenzia per le Garanzie nelle Comunicazioni), con sede centrale a Napoli. Solo che gli eventuali esposti, dicono all’Agcom vanno inviati alle varie sedi regionali (non tutte le Regioni ne hanno una, ma solo alcune), cioè ai CORECOM, all’ufficio preposto alla tutela dei consumatori. Falso. Altri uffici, altri costi, altre sedi, altre poltrone. A parte che sono pochissimi coloro che conoscono i CORECOM, questi sono preposti alle istanze di controversie nei confronti delle compagnie telefoniche, e l’istanza deve essere inviata attraverso un formulario da riempire, lungo un papiro, scaricabile sui vari siti dei CORECOM.

Alla fine si scopre l’arcano: chi vuole far si che le chiamate da parte delle compagnie telefoniche finiscano occorre fare una denuncia penale, e non un esposto, alla Polizia Postale. Ed ecco perché, alla fine, i vari call center continuano imperterriti a disturbare, a tutte le ore del giorno.

di Roberto Casalena

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