Troppi specialisti furbetti dirottano i pazienti nelle cliniche. Medici di base addio

Troppi medici specialisti furbetti che pensano più ai loro interessi che ai pazienti. Intanto, nei prossimi 5 anni i medici di base tenderanno a sparire, per mancata programmazione da parte del ministero della Sanità.

di Roberto Casalena

Dunque, specialisti che operano nel privato, in cliniche e studi, che quando hanno a che fare con un paziente, si preoccupano subito di come poterlo spennare, anche perché negli ospedali le cose non vanno affatto bene.

Prenotazioni che viaggiano a passo di lumaca, per cui chi può si rivolge alle strutture private, convenzionate o non.
E così capita che si vada dall’oculista, dove viene diagnosticata una cataratta, e suggerito l’intervento in una clinica dove si appoggia.
Allora si risponde che è meglio andare all’Oftalmico. La risposta è lapidare : “ ci vorrà almeno un anno prima dell’intervento”. Si risponde, facendo il finto tonto : “ Va bene, intanto mi dia le lenti più idonee alla vista”. E così, come per incanto si ritorna a vedere perfettamente.
Per non parlare degli urologi, dove, gira e rigira ,tutti vogliono subito effettuare la biopsia prostatica, per un presunto nodulo od ispessimento della superficie ghiandolare, anche in presenza di un’ecografia , che invece sentenzia di curare la prostatite, e che non vi sono presenze di noduli.
Poi, non si dice se si effettua un prelievo transrettale o con ago da altra parte (randoom) con punture a casaccio che non servono a nulla. Però si paga. E questo è l’importante.

Ma di una eventuale cura per la prostatite, non se ne parla affatto. Qualcuno azzarda il Prostamol , sponsorizzato sui media, che però non è un curativo, ma solo un palliativo, per far fare cassa alla casa farmaceutica che lo produce.
Di prodotti efficaci per la cura, invece, ne esistono, come il Prostalgene , prodotto e venduto negli Usa, come dei cerotti cinesi, prodotti in Olanda, ProstaPlast, ma non disponibili in Italia.

Dunque, ecco solo alcuni esempi di come viaggia la sanità privata, adatta più ai polli da spennare che agli esseri umani.
Intanto si è accesa la miccia sui medici di base. Nei prossimi 10 anni ne andranno in pensione 30.000 , mentre le nuove leve ammontano a 900 l’anno. Se ne deduce che mancheranno all’appello oltre 21.000 unità. Inimmaginabile? No realtà.
E gli sfasci della sanità pubblica e privata, a chi si denunciano? Manca un call center nazionale di riferimento a cui esporre denunce e malversazioni, per cui tutto continuerà a peggiorare.

E chiudiamo sulla malasanità con un ultimo caso segnalatoci qualche giorno fa. Un uomo ricoverato per rottura del femore all’ospedale di Velletri è stato tenuto su di un lettino in astanteria per sei giorni. Poi, operato, dopo due giorni è deceduto.
E strutture sanitarie e medici, naturalmente, non pagheranno mai le loro inadempienze, come , d’altronde, anche i vertici delle banche che hanno dissanguato gli investitori, Poste comprese ( leggere altri articoli sul giornale).

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