Di Maio “bruciato” nel forno di Renzi, che poi farà un suo partito di centro

Di Maio “bruciato” nel forno di Renzi,che poi costituirà un suo partito di centro, per agganciarsi al centro destra, e poi, forse, sostituire Berlusconi.

di Roberto Casalena

Cioè? Una gallina ( Di Maio) non può essere un galletto. Cioè?
Si è capito subito sia dalle elezioni in Molise che in Friuli Venezia Giulia, che il M5S ha iniziato la sua cura dimagrante, non perché gli ideali del M5S siano sbagliati, ma perché manca un vero leader ed una classe dirigente adeguata.
Constatiamo, tanto per fare un esempio, che a Roma, che dovrebbe avere l’orgoglio di essere caput mundi, crescono di giorno in giorno i così detti socialmente utili (utili a chi?), con una ramazza ed un piattino per l’elemosina, per non parlare di tutti coloro, di colore diverso,che stazionano fissi davanti a bar, supermarket, banche, ecc , mentre altri simili ti fermano in strada, o ti inseguono, per chiedere un soldino, cioè, minimo un euro ( pari a circa 2.000 delle vecchie lire). E se dai di meno ti guardano storto ed hanno anche da ridire. Per non parlare dei cassonetti della spazzatura,ad iniziare da quelli per carta e cartoni, che vengono ripuliti ogni 5 giorni, se tutto va bene, mentre gli altri trasudano a terra sporcizia di ogni tipologia.

In strada parliamo con un addetto ai lavori che sta asportando cartoni gettati sul marciapiede, in pieno centro di Roma.
Apre le braccia e dice : “ Ci sono solo io per la raccolta in strada”.
Domandiamo : “ E gli altri?”. “ Tutti in malattia”.

Ed allora ci chiediamo, anche se con dispiacere, la penta stellata Raggi, cosa sta facendo?
Qualche pista ciclabile, mentre le buche la fanno da padrone, ed i marciapiedi sono sempre sporchi oltre che rotti, invasione di topi notturni, oltre che traffico incontrollato, oltre che pericolosi soggetti di pelle scura e gente gente dell’Est Europa , totalmente fuori controllo.
E nel caos generale della città ( vigili ectoplasma in testa), le persone non si sentono più sicure. Ed inoltre, hai voglia a girare a vuoto per cercare un parcheggio, mentre moto ed auto sono in permanenza in seconda fila o sui marciapiedi.
Ecco perché il centro destra unito ha stravinto in Molise e Friuli, oltre che essere giunti primi alle elezioni nazionali.
Ed ecco perché Di Maio è finito nel rogo del Pd.
Ci dispiace, ma le critiche vanno fatte a chi non è in grado di fare il mea culpa.
E Di Maio, purtroppo, è accecato, se non ossessionato, dalla poltrona e dai niet.

Se avesse digerito anche FI, e farebbe ancora in tempo per salvare il salvabile, facendo un passo indietro anche per la poltrona della Presidenza del Consiglio, cosa che peraltro Salvini ha fatto, invece di seguire la sua boria egemonica da giovanotto finto perbenista, oggi ci sarebbe un governo, ed anche molte proposte del M5S vedrebbero la luce.

Per quanto riguarda il “ Fico” questo dura per l’Estate, poi si passa ad altra frutta, più duratura nel tempo.
Chi prenderà le redini del M5S, finita l’indigestione andata a male?
Probabilmente Di Battista, l’unico che veramente ha rinunciato alla poltrona.
Ed inoltre c’è da chiedersi un’altra cosa di non poca rilevanza.

Perché tutto nelle mani di Salvini? E gli altri e la rete non contano più nulla?
Chi è contrario viene eliminato. Una dittatura virtuale?
La ricetta? Aprire bene gli occhi.

Intanto, Renzi si prepara a traslocare, cioè a creare un partito di centro a sua immagine e somiglianza, portandosi dietro tutti i suoi, che contano per oltre il 50% del partito. Per fare che? Per ora ad un sostegno esterno al centro destra, e poi, magari , per diventare il successore di Berlusconi.
Dunque, ecco perché non si andrà ad elezioni anticipate, e Salvini verrà incaricato per formare un governo.

Quanto durerà ? Il tempo necessario a Renzi per traghettare i suoi in un nuovo partito, e per consolidarlo. Cioé. Forse un paio di anni.
E a quel punto addio Di Maio e M5S. Altro che reddito di cittadinanza promesso.
Di Maio non ha capito nulla della politica, ed infine ha subito anche la trappola ordita da Renzi. Si è cotto da solo nei due forni.
Dunque, scacco matto a Di Maio. Altro che nuove elezioni subito.
Oggi l’acqua pura non esiste, se non forse alla sorgente. E poi, comunque, va depurata. Una buona metafora per la politica.

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