La Chiesa, il passato, il presente e la nave Diciotti

Anche questa volta con la Chiesa siamo alle solite, ovvero, siamo di fronte al solito specchietto delle allodole che ci viene mostrato quando il Vaticano si assume in proprio l’ospitalità di coloro che clandestinamente sbarcano nel nostro Paese

di Alberto Zei

Premessa – Giova ricordare che quella sovranità territoriale che una volta apparteneva al Regno Pontificio, dalla nascita dello Stato italiano, ossia, dal 1870, fa parte del nostro Paese.
All’ inizio del secolo scorso è stato riconosciuta territorialmente alla Chiesa la giurisdizione di una parte di Roma che è stata chiamata: Stato della Città del Vaticano, con assoluta potestà e giurisdizione sovrana. Non sembra pertanto, che queste prerogative possano semplicemente estendersi altrove.
È vero che vi sono delle eccezioni territoriali la cui sovranità è rimasta allo Stato vaticano; tra queste vi sono la cattedrale di Santa Maria Maggiore a Roma, la cattedrale di San Giovanni in Laterano, quella di San Paolo ed alcune decine di altre proprietà, soprattutto di carattere storico o religioso.

Ma se anche la Chiesa intendesse far occupare dagli immigranti della nave Diciotti i luoghi sacri sopra accennati a guisa di dormitori o refettori degli ospiti che dice di voler accogliere, non potrebbe loro negare poi, qualche passo in più per uscire………… in Italia, dove sicuramente in breve tempo si trasferiranno, aggravando con la presunta accoglienza vaticana, l’effettiva presenza che l’Italia aveva prima negato ma che alla fine si dovrà accollare.

Oggi si apprende però che tale scrupolo la Chiesa neppure si pone, in quanto il trasferimento a cura del Vaticano avverrà per un centinaio di persone, prima nella residenza vaticana di Rocca di Papa e in un secondo tempo nelle varie Diocesi nel territorio del nostro Paese.

Il dono del cavallo – Fatta questa premessa, che cosa intende concretamente fare la Chiesa, quando afferma che saranno i Vescovi a provvedere al sostentamento di un centinaio di clandestini raccolti dalla nave Diciotti?
Ogni persona di buon senso si chiede però, quanto la Chiesa, sotto la presunta generosità iniziale, non intende invece donare al nostro Paese un autentico cavallo di Troia da cui, simbolicamente parlando, non usciranno questa volta, i “coturnati Achei” come nella guerra di Troia, ma i clandestini della nave Diciotti, più propensi a prolificare che non a specializzarsi in attività produttive del nostro Paese.

E allora il Vaticano come intende migliorare la situazione se l’Italia non intende sostenere senza conseguenze peggiori dello stesso male quest’onere aggiuntivo? Quello di offrire a questa gente per qualche settimana un piatto di minestra della Caritas e un luogo provvisorio per dormire? E poi che cosa avverrà?

Paga Pantalone – Non è questo il modo di impedire i progressivi e sempre più evidenti disagi ai cittadini italiani quando l’addensamento di presenze esuberanti si esprime, non come un aumento lineare, ma come un incremento esponenziale della nostra insicurezza sotto i vari punti di vista: dalla malavita personale o organizzata alla insicurezza pubblica: dal sostentamento di questa gente che lo Stato italiano dovrà inevitabilmente accollarsi oppure, alla disoccupazione. Oltre a questo le Diocesi nelle quali il Vaticano intende trasferire gli immigranti, non fanno parte neppure di quelle strutture territorialmente appartenenti alla Chiesa essendo, come detto, parte integrante del nostro Paese. Da qui il passo è breve.
Ma questi crociati dell’accoglienza dovrebbero porsi anche loro, qualche quesito; cosi come fa la maggior parte dei cittadini.
In Italia vi è un governo che nel bene o nel male è stato preferito democraticamente dalla maggioranza di quegli elettori che si sono liberamente espressi nell’ultima consultazione politica; ma nei giorni scorsi, un esponente del Vaticano ha ritenuto che sono milioni quelli che dovrebbero vergognarsi di appartenere alla nazione. E’ evidente che il Cardinale di cui si tratta, è abituato a misurare gli altri con il proprio stesso metro.
L’Italia è uno Stato sovrano democratico e repubblicano e una, tra le domande che già molti cittadini si pongono sul comportamento dello Stato Vaticano, è simile a quella più famosa che in tema di interferenze di Stato, Cicerone già oltre duemila anni fa, solennemente espresse davanti al Senato di Roma.

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