Autopsia del primo incontro tra medici e il giornalista Adriano Panzironi

I personaggi – Finalmente dopo tante sterili polemiche a distanza, contro il giornalista Adriano Panzironi, che non certo ha bisogno di presentazioni, ritenuto reo per aver introdotto un’innovazione nel concetto dietetico tradizionale del nostro Paese, si è svolto un incontro per la prima volta, a “distanza ravvicinata” tra lo stesso Panzironi e due medici rappresentanti della medicina ufficiale.

di Alberto Zei

Si tratta del Dott. Francesco Carrano, dirigente della Asl di Frosinone e Dott. Giancarlo Pizzutelli, responsabile del Dipartimento di Prevenzione della stessa Asl.
L’incontro è stato condotto in modo chiaro e professionale dal direttore del dell’emittente Teleuniverso, Alessio Porcu, nella funzione di interlocutore e moderatore della trasmissione. Questi ha cadenzato gli interventi con precisazioni su quanto veniva detto, improntando il colloquio in un piacevole ascolto. Ciò che ha stupito nel corso della trasmissione almeno per chi non conosceva la signorilità del dott. Pizzutelli, è stata la pacatezza con la quale due medici, hanno affrontato con Panzironi i vari argomenti trattati dal punto di vista obiettivo, cosi da aver più chiaro quale sia nel futuro, la sostanza del contendere.

Avvalendoci dell’opportunità di ascoltare per prima volta le parti che discutono in modo diretto tra loro il futuro della nostra salute, si è ritenuto di non sintetizzare eccessivamente gli interessanti approfondimenti su questo argomento così che, per ragioni di spazio, si riporta quanto è stato detto, in due articoli.

Entrando in tema – Il tema ovviamente, è stato quello delle precisazioni sulle caratteristiche della così detta, dieta mediterranea e su quella che Panzironi propone in sostituzione, ritenendo la dieta mediterranea, ricca di zuccheri e carboidrati, sia la causa primaria dell’insorgenza e dell’aggravarsi della maggior parte delle più insidiose e pericolose malattie del nostro tempo.
I due medici si sono alternati nelle loro precisazioni e hanno integrato attraverso i vari interventi il pensiero ortodosso della medicina ufficiale ovviamente, ritenendo giusto e corretto tutto ciò che è stato finora realizzato ai fini terapeutici attraverso il Servizio Sanitario Nazionale del nostro Paese.
Il primo argomento affrontato è stato quello delle cause patologiche che affliggono attualmente la nostra realtà demografica, quantunque ritenuta la più longeva del Mediterraneo, con i suoi 83 anni di aspettativa di vita; risultato questo di primaria importanza che confermerebbe secondo gli stessi medici, la valenza anche dell’alimentazione tipica del nostro paese, ossia, della tipica dieta mediterranea.
Si deve però far notare che il limite di 83 anni non è una soglia invalicabile ma soltanto l’attuale base di partenza dell’età dei 120 anni che in senso ovviamente teorico, Panzironi ritiene raggiungibile attraverso una dieta sicuramente diversa da quella mediterranea. È vero che ciascuno di noi potrà portare un esempio di una persona estremamente longeva che pur facendo in una vita dissennata, si fa per dire, ha vissuto oltre 100 anni in buona salute. Ma un caso del genere è sicuramente un’eccezione che come si dice, conferma la regola, e, la regola è quella della statistica di 83 anni. Vi è tuttavia ancora un altro aspetto, forse ancor più importante della vita, rappresentato dalla qualità dello stato di salute degli ultimi anni dell’esistenza nei quali alcuni gradi di invalidità possono pesare di più di quanto si possa o si voglia immaginare.
Quindi, se anche nel nostro Paese la media di 83 anni è il risultato finora ottenuto, questo fatto non smentisce lo slogan di Panzironi di arrivare in salute fino al suo estremo limite che in teoria si differenzia di quasi quarant’anni rispetto all’attuale.

Le cause di malattia secondo la medicina ufficiale – Questi argomenti vengono integrati dalla risultanza statistica sull’insorgenza di malattie in Italia che come gli stessi medici precisano, il 45 – 50 % è dovuta al comportamento individuale e alla alimentazione, il 20% alla predisposizione genetica, il 20% all’ambiente e 10 -15% ai farmaci ai servizi sanitari.
Per quanto riguarda Panzironi, questi sostiene che le sue affermazioni di carattere biologico-medico non sono sue opinioni ma sono delle precisazioni che derivano dalle ricerche scientifiche di insigni ricercatori che non sono state però, recepite nel protocollo della nostra medicina ufficiale e che pertanto non vengono prese in considerazione. Di conseguenza le prescrizioni terapeutiche risalgono a circa trent’anni prima e pertanto non trovano una rispondenza nella realtà attuale, alla luce delle ultime risultanze della scienza e non del pensiero dello stesso Panzironi.
Egli differenzia la dieta da lui proposta sulla base sostanziale di carne o pesce, verdura e grassi con modica quantità di frutta, da quella italiana tipica, ricca soprattutto di sostanze zuccherine od di carboidrati che egli stesso esemplifica in pane, pasta, mais, legumi, e farinacei; alimentazione questa che all’interno dell’organismo si trasforma in zuccheri i quali a loro volta richiedano insulina per essere trasportati attraverso il sangue negli organi elettivi. Ma l’insulina e anche la causa primaria di infiammazione dell’organismo e della insorgenza delle peggiori patologie, come malattie cardiache, cancro, morbo di Alzheimer ed altro ancora. Tra queste malattie vi è anche il diabete che paradossalmente necessita di insulina per trasferire lo zucchero presente nel sangue nelle cellule che sono costrette ad assorbirlo, in luogo delle proteine. Da qui ha inizio il ciclo perverso cumulativo, come il cane che si morde la coda.

L’origine della avversione ai grassi animali – Panzironi spiega che l’avversione alle sostanze proteiche e ai grassi animali da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha un’origine di carattere molto opinabile. Infatti, nella circostanza della morte di infarto nel 1970 di un Presidente americano, l’ opinione pubblica fu molto allarmata per questo decesso improvviso, tanto che fu istituita una commissione affinché indagasse sulla causa degli infarti, per evitare che nel futuro la popolazione fosse sottoposta rischi di questo genere.
I risultati della commissione furono divergenti tra coloro che sostenevano che le cause della patologia erano dovute ad una dieta ricca di farinacei e sostanze zuccherine, e gli altri che invece, attribuivano ai grassi in generale e soprattutto ai grassi animali, il danno alle arterie ed in particolare a quelle del cuore.
La controversia fu risolta affidando ad una commissione diversa la soluzione del problema, la quale elaborando gli elaborati altrui, attribuì ai grassi l’insorgenza di patologie cardiache, probabilmente perché il colesterolo che ostruisce in progressione le arterie è sostanzialmente composto da sostanze lipidiche, ovvero, grasse.
Questa decisione trasferì anche in Europa l’impronta finora indelebile, sulla presunta origine delle malattie cardiovascolari e di gran parte delle altre soprattutto, ove la presenza di colesterolo in eccesso, si ritiene causata dall’uso di grassi alimentari.

L’effetti dei carboidrati – Di contrario avviso è invece Panzironi che sostiene che allo stato delle cose è la tipica dieta con significativa presenza di carboidrati o addirittura di sostanze zuccherine che ha causato una progressione patologica sia di insorgenza che di aggravamento, non attribuibile ad altro se non alla alimentazione quotidiana che com’è prima accennato, è quella tipica della pastasciutta, della pizza e così via.
Possiamo prenderne atto del preludio di questo peggioramento, facendo riferimento ad un passato relativamente recente ma molto significativo. Una proiezione statistica del trend delle patologie in atto è che da trent’anni a questa parte a fronte del presunto miglioramento della qualità alimentare, di effetti piuttosto deleteri, l’obesità è aumentata del 500%; le malattie cardiache del 1000%; mentre una persona su quattro attualmente si ammala di tumore e una persona su due muore di malattie cardiovascolari. Questo fatto ha traghettato l’umanità verso una sorta di morti premature che diversamente non vi sarebbero state.
D’altra parte anche altri studi scientifici hanno dimostrato quanto nel passato le cose erano state improntate su convinzioni errate. Un esempio è il burro sostituito per queste ragioni dalla margarina che essendo un prodotto vegetale, veniva preferita al burro, espressione di grasso animale e come tale ritenuto corresponsabile di molte malattie. Guarda caso però, che i convincimenti adesso sono cambiati di 180° e il burro ha ripreso la sua tradizionale gerarchia nutrizionale, mentre la margarina è ora ritenuta nociva.
Finisce quella prima parte dei commenti sulla trasmissione che va avanti affrontando lo stato di salute della popolazione. Segue in articolo diverso, la seconda parte interessante per le conclusioni, che sarà pubblicata nei prossimi giorni.

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