Roma la disastro la Raggi cerca di metterci le pezze

Certo Virginia Raggi le buche non le ripara, ma vuole togliere i sanpietrini dalle strade romane
togliendo loro identità.

di Rodolfo Violo

In fondo i sampietrini sono gli antenati dei basoli con i quali già dai tempi degli Etruschi venivano lastricate le vie molto prima che Appio claudio costruisse la regina viarum.
Il Sindaco che non ha nessuna idea di come si dovrebbe amministrare una grande cittá , continua a voler realizzare una teleferica a Casalotti.

Intanto per risparmiare, visto il dissesto finanziario di Roma Capitale ci priva dell’ illuminazione stradale e la città appare veramente depressa oltre che sporca.
Ci ha fatto perdere l’occasione delle Olimpiadi. Ma è solo l ‘inizio di una escalation, ora i 5S vanno oltre, vogliono
togliere di mezzo il CONI e il comitato Olimpico Nazionale.

Si fa la guerra alle carrozzelle ma si riempiono i marciapiedi di tricicli, biciclette e monopattini elettrici.

Ci sono ovunque Chioschi abusivi e bancarelle tranne che a piazza Navona, il luogo storico dove dovrebbero stare da Natale alla Befana. Come si è sempre usato. Ma rispetto ad una tradizione che risale nella notte dei tempi, diviene più importante, non sapendo come arginare il monopolio dei tredicine, chiudere tutte le bancarelle, gioia dei bambini e non solo dei bambini romani.
È noto che al tempo dei Flavi nei primo secolo DC, oltre al Colosseo e ad altri monumenti fu costruito un gran numero di bagni pubblici sparsi nell’urbe.
Di vespasiani e servizi igienici pubblici diffusi nelle piazze e nei luoghi maggiormente frequentati dai turisti e dai Romani non se ne parla proprio.
Vedi i turisti fare la fila nei bar, ove spesso nei wc compare la scritta “guasto “.
Mi ha raccontato un tassinaro che spende cinque euro al giorno per prendere un caffè al bar ogni volta che deve fare un bisogno.Un anziano malato di prostata non sa dove andare e quindi è costretto a non allontanarsi da casa.

Mancano ovunque cestini per la raccolta dei rifiuti. Le strisce pedonali sono quasi tutte cancellate e a causa della scarsa illuminazione e di notte. o quando piove. o in condizioni di luce particolari i pedoni, soprattutto se vestiti con abiti scuri,
non sono visibili.

I lavori di manutenzione o di rifacimento delle strade non si fanno e quando si fanno durano una vita.
Per circolare in città ci vuole un fuoristrada o possibilmente, quando piove tanto e le fogne s’intasano, un mezzo anfibio.

Al primo temporale cadono gli alberi, le strade si allagano e sprofondano e le colline franano. A Viale Tiziano la collina dei Parioli è franata circa quindici anni fa e la strada da allora è transennata. Metà delle reti di distribuzione dell’acqua spesso vecchie di cento anni perdono e la dispersione è enorme.

Non esiste un cabreo o comunque un preciso rilevamento delle reti, ne un coordinamento tra i vari enti che erogano servizi.

Anni fa l’Acea proponeva il tunnel Tecnologico, detto intelligente accessibile per la manutenzione ed il
Monitoraggio. Non se ne è parlato più nonostante che le perdite delle reti di adduzione idrica siano rilevanti.

Appena una strada viene riparata arriva a distanza di giorni qualcuno, Enel, Acea, Telecom, che la sfascia di nuovo.
Le soluzioni riguardanti la circolazione e i sensi di marcia dei veicoli sono pessime. Sembra che gli ingegneri o i progettisti del traffico siano confusi, basta vedere come hanno ridotto la circolazione all’Esquilino ed al Celio ed in particolare a via Labicana e a via Merulana.
Sono troppi gli attraversamenti a raso e le strisce pedonali.

Dovrebbero essere realizzati sottopassi o sovrappassi. Nelle strade vengono interposti cigli di pietra a spigolo, pericolosissimi per auto e moto. Il disegno degli svincoli stradali è quanto di più irrazionale si possa pensare.

Vengono localizzati edifici pubblici di rilevante importanza senza adeguati parcheggi e lontani dalla rete metropolitana.

Ne sono esempio gli uffici degli Enti Pubblici che dovrebbero pianificare con un minimo di razionalità. La Giunta Regionale ha sedi sparse ovunque. Il consiglio Regionale ha la propria sede in un remoto Ex convento alla Pisana. La Città Metropolitana ha ereditato.
Un orrendo edificio acquistato da una società di Parnasi al Castellaccio
fuori dell Eur, senza alcun collegamento.
Vengono costruite nel già congestionato Quartiere Esquilino importanti sedi come quella della DIGOS, senza un adeguato numero
di parcheggi. Così come avviene per alcune scuole divenute sedi universitarie. Tutte le sale cinematografiche sono sparite. Alla fine di novembre è iniziato un nuovo show che ha visto protagonisti il sindaco Virginia Raggi, il vicepresidente del consiglio Matteo Salvini e il Governatore del Lazio Luca Zingaretti. Si è avviato un nuovo sport: la demolizione con le ruspe delle abitazioni dei Casamonica.
Certo si tratta di un clan di fuorilegge, ma di case abusive nell’interland romano ne esistono forse
un milione, anzi, il numero esatto non lo conosce nessuno.
Si parlava anni fa di un milione e mezzo dì stanze abusive nella sola città di Roma, ma anche se illegali, perché demolirle invece di acquisirle ed adibirle a servizi sociali o darle ai senza tetto?

Anche in questo caso si agisce con estemporaneità.

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