L’insabbiamento del caso Celani, pluricandidato al Premio Nobel

I responsabili “al di sopra di ogni sospetto”

di Alberto Zei

Se da una parte la prescrizione giudiziaria, che attualmente si intende superare con le nuove proposte di legge, consiste in quella sorta di spada di Damocle che potrebbe essere lasciata cadere sulla testa dell’accusato in tempo anche molto differito rispetto a quello del reato attribuito, vi sono però dei casi che al contrario, si sono complicati per “l’inerzia” del tutto ingiustificata di chi ha, invece, il compito di assicurare lo stato di legalità ed in particolare quando si tratta di questioni di interesse internazionale come nel caso in questione.
Molti già conoscono il caso del Dott. Celani, già alla ribalta della cronaca negli anni passati per l’ inverosimile boicottaggio ricevuto all’ interno del suo stesso Istituto.

Il Dott. Celani, Primo Ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati, (INFN) è impegnato nel campo della ricerca dei cosiddetti “fenomeni nucleari a basse energie” privi di radiazioni per obiettivi essenzialmente civili-industriali e domestici.

Qualche anno fà egli ebbe un’intuizione scientifica che superava il tradizionale impiego dei materiali molto costosi necessari a questo tipo di ricerca.

Si trattava dell’attività sperimentale in corso da parte di scienziati degli Stati più industrializzati del mondo, per ottenere energia termica ed in prospettiva elettrica; per cui la novità non sta nel tipo di studio, ma nei risultati raggiunti e raggiungibili industrialmente, per offrire un futuro migliore a tutti i popoli della Terra.

Non fu una questione di costi 

Nel caso specifico, il Dott. Celani nel corso delle sue sperimentazioni, sostituì nei suoi test spesso coronati da successo, il prezioso palladio fino allora impiegato, con la costantana che è un semplice composto di rame-nichel con bassa concentrazione di manganese. In questo modo, attraverso una serie di test sempre più raffinati nel proprio laboratorio, riuscì a comprendere che con l’ausilio di alcuni catalizzatori si otteneva una reazione termica qualitativamente significativa nonché la possibilità di generare direttamente energia elettrica. I risultati ottenuti portavano quindi, verso la conclusione finale di produzione di energia nucleare essenzialmente priva di radiazioni ionizzanti ed a bassissimo costo.
Si era così arrivati a concepire la realizzazione di un impianto prototipico per generare, in un futuro non troppo lontano, perfino energia “distribuita”, anche per uso individuale a livello domestico.
Ma con il crescere della notorietà del Dott. Celani, crescono contro di lui le avversità che arrivano dall’interno dello stesso Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Il periodo più favorevole a questo genere di ostilità è quello delle ferie estive in cui, com’è noto, è difficile reperire il bandolo della matassa quando la maggior parte degli addetti sono in ferie o in procinto di partire e chi resta difficilmente è a conoscenza di ciò che serve sapere. Infatti, nel luglio del 2013 arriva l’ordine del Direttore dei Laboratori Nucleari di Frascati di chiudere, entro settembre dello stesso anno, la sperimentazione del Dott. Celani sulle “energie anomale a bassa energia”.
Si tratta nella sostanza, come si vedrà in seguito, di ostacolare la conclusione della ricerca in Italia di questa nuova fonte di energia: si evince in chiari termini che un atteggiamento di questo genere non può che favorire il mantenimento degli attuali monopoli del mercato mondiale dei carburanti fossili.

Chiusura della sperimentazione LENR
All’esterno dello stesso Istituto il miglioramento dei risultati ottenuti dal Dott. Celani, destano grande interesse nel mondo scientifico, malgrado le avversità tipiche di ogni scoperta di nuove tipologie di energia. Si tratterebbe, in caso di pieno successo, di poter finalmente donare al mondo intero energia a basso costo ed a volontà tanto da considerare il Dott. Celani oltre che uno Scienziato anche un benefattore dell’umanità.
La sua notorietà infatti, supera le frontiere del mondo e giunge in Norvegia, dove nel 2014 in virtù delle sue ricerche, viene proposto (da persone “illustri” che ne avevano la facoltà, cioè provenienti dall’ambito Accademico, Politico, Religioso) per il premio Nobel per la Pace, in considerazione che la sua scoperta avrebbe potuto eliminare gran parte dei continui conflitti per l’accaparramento delle fonti energetiche del mondo. Uno dei punti-chiave che destarono l’interesse di tale prestigiosa istituzione è stato anche la metodologia di ricerca sperimentate denominata “Live Open Science” di cui il Dott. Celani è stato un convinto fautore sin dall’inizio, come proposto dai fondatori (Francia, Inghilterra, USA; Luglio 2012).

I risultati ottenuti dal Dott. Celani sono già sufficienti a superare le valutazioni preliminari ed entrare nella scelta finale per il più alto gradino del podio.
Si sarebbe trattato quindi del premio Nobel per la Pace che in questa circostanza viene conferito ad Oslo, e non ha Stoccolma, sede riservata alle categorie umanistiche e scientifiche.

A questo punto a casa nostra, ossia in Italia, cominciano i cosiddetti dolori di pancia, per il timore che il Dott. Celani possa conseguire l’ambito premio. La questione ancora più grave è che questo tipo di avversione non è determinata dall’ antipatia tra colleghi in quanto il Dott. Celani, persona cordiale e simpatica, non poteva suscitare nei confronti di chicchessia, ma dall’alto interesse di impedire che con l’assegnazione del premio Nobel venisse ufficializzato e solennemente annunciato al mondo intero, il riconoscimento di questa nuova fonte di energia, pur se ancora a livello di ricerca di base/prototipale.
Dopo parecchi mesi di altalenanti decisioni presso lo INFN sulla chiusura del laboratorio la Direzione aveva temporeggiato: perfino forze politiche (di opposizione nel 2013-2014) in Parlamento si erano interessate al problema formalizzando il tutto con alcune interrogazioni parlamentari. Fino a settembre 2014 ad Oslo tutto sembrava ormai scontato a favore del nostro candidato, ma pochissimi giorni prima dell’assegnazione, qualcosa improvvisamente cambia l’orientamento dei giudici. Così che il premio Nobel per la Pace 2014 viene attribuito per motivazioni politiche agli attivisti (su argomenti comunque di educazione culturale-scolastica) rispettivamente Pachistani ed Indiani Malala Yousafzay e Kailash Satyarthi. La delusione è tanta poiché la differente scelta dell’ultimo momento è stata ritenuta apparentemente…… inspiegabile.

La seconda finale al Nobel 
Le motivazioni per le quali Dott. Celani potesse ottenere il riconoscimento delle sue scoperte crescono ulteriormente per la candidatura del 2015. Egli presenta pertanto i risultati di ricerca ancora più convincenti dell’anno precedente grazie ad ulteriori affinamenti sperimentali. Infatti nel gennaio dello stesso anno viene subito riproposto dal gruppo di lavoro (i “proponitori”), arricchito anche da membri del Parlamento Italiano, per la medesima candidatura
Questa volta le motivazioni con il progresso dei risultati ottenuti, con un anno in più di sviluppi e convalida sperimentale, erano state meglio sopportate e presentate ad Oslo a corredo dei lavori dello stesso Celani. Difficilmente quindi, sarebbe sfuggito ciò che nell’anno prima ha mancato di un soffio. Ma……, come avviene anche nelle storie più belle, dopo le buone notizie sopravviene sempre qualche impedimento che questa volta non si fa attendere. Infatti appena un mese dopo, nei laboratori di Frascati, avviene il colpo di scena.

Per eccesso di lunghezza l’ articolo si conclude con la seconda parte nel prossimo.

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