L’uso strumentale di Dio fa parte del Dna della Chiesa (Crociate, roghi, guerre e decapitazioni) e tutto in nome del Signore. Altro che Salvini.

Dunque, prima dell’alzata di scudi da parte della Chiesa, contro Salvini, ad iniziare da Marcello Semeraro, segretario del Consiglio dei cardinali, che lo ha accusato per aver alzato un rosario tra le mani, con tanto di croce,durante un comizio a Milano, invocando l’aiuto della Madonna a far votare la Lega ,i porporati dovrebbero fare prima un bel bagno di mea culpa sull’uso scellerato del nome di Dio protrattosi nei secoli.

di Roberto Casalena

E già, perché le Crociate cosa sono state? Un bagno di sangue in nome di Dio. Ed i roghi e decapitazioni della Santa inquisizione contro vittime innocenti?

Per provare ad annusare il profumo di Dio occorre ben altro, come ad esempio rifarsi ai messaggi di San Francesco, che si è scagliato anche contro la superficialità e ricchezze delle curie che tutto facevano tranne che aiutare i più poveri, gli ultimi.
Altro che i vestiti sontuosi di cardinali e vescovi, altro che solide mura in cui vivere tra salotti principeschi e cibaglie di lusso.
Prova ne sia che quasi la totalità dei porporati vivono in belle dimore ed hanno una panza da obesi, Papa Francesco in testa.
Forse un bel digiuno ed una caverna dove è avvenuta la nascita di Cristo gli farebbe bene.

Per non parlare dei beni che la Chiesa possiede ( immobili,lingotti d’oro ed opere d’arte di valore inestimabile).
Solo di oro il Vaticano ne possiederebbe per un valore stimato tra i 1.000-1.500 miliardi di euro, mentre gli immobili posseduti supererebbero la soglia dei 2.000 miliardi.
Dunque, se si aprissero i forzieri, altro che elemosina nelle chiese. Ci sarebbe denaro a cascata per i poveri oltre che per costruire case popolari da donare agli ultimi. Ma tutto ciò non accadrà mai.
La storia è lastricata di tutti i misfatti perpetrati dalla Chiesa per acquisire territori e beni, anche con la forza delle armi, e tutto ciò sotto il vessillo di Dio.

Dunque, di fronte al comportamento di Salvini, il minimo che i prelati potessero fare era di tapparsi la bocca.
Ma, purtroppo, il popolo “coglione” è sempre stato ricondotto all’ovile sotto lo stendardo della croce, mentre questo simbolo non c’entrava nulla con i comportamenti millenari del simbolo, anzi tutt’altro.
Solo il potere per il potere ( la confessione docet). Altro che Salvini al tirassegno, che si è permesso, in autonomia, di chiedere una grazia alla Madonna perché l’Italia possa risorgere dalle urne.

E Semeraro, e compagni di merenda, invece di attaccare Salvini sostenendo “ Che esiste il timore di Dio, e che da esso occorrerebbe ripartire”, avrebbero fatto meglio a cucirsi la bocca.

Perché, invece, Semeraro e compagni non hanno parlato dei pedofili e delle ricchezze contenute nel ventre della Chiesa e mai redistribuite agli ultimi?
Perché non hanno accennato ai roghi delle varie stregonerie ed alle cadute di testa per decapitazione di teste, in nome del Signore?
La Chiesa continua nel gioco delle tre carte, un gioco che come si sa chi punta perde.

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