“ Non lasciamoci suicidare “ Spaghetti o penne, ma senza scorie

Il professor Giuseppe Altieri: “i residui chimici consentiti per legge

non sono sufficienti a tutelare la salute…”

di Angelo Pennacchioni

Terminerà la 21° edizione di Word Pasta Day, che nella settimana 18-23 ottobre in 130 ristoranti sparsi per il mondo sta “omaggiando” con nuove ricette il prodotto in ogni suo formato.

Paolo Barilla, presidente di IPO (International Pasta Organisation ) che ha promosso l’evento, ha tenuto a precisare: ”Ora produciamo pasta con il minor impatto possibile e le colture sono strutturate per usare sempre meno chimica. Ma soprattutto ora è cambiata la consapevolezza: ora tutti sappiamo che un prodotto migliore, che rispetta l’ambiente, è il meglio per tutti.”.

Una dichiarazione che però non ha convinto tutte le associazioni di operatori, di medici e specialisti dell’alimentazione ed ancor meno dei consumatori.

A Giuseppe Altieri, Ordinario di Fitopatologia, Entomologia ed Agriecologia, abbiamo chiesto: insomma professore possiamo mangiarli in tranquillità questi nostri spaghetti o rigatoni quotidiani?

” Possiamo ritenerci avvelenati per legge”, ci risponde e prosegue:

”Nella mia Informativa Integrata di commento ai risultati delle analisi di Grano Salus su pasta Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro che presentano sensibili livelli di glifosate, Cadmio e micotossine (Don) ho sostenuto, e nessuno ha potuto smentirmi che i lievelli massimi di residui chimici consentiti per legge negli alimenti non sono sufficienti a tutelare la salute, in quanto i residui dei Pesticidi sono in ogni caso pericolosi. Vedasi l’enunciato nella direttiva europea sull’Uso Sostenibile dei Pesticidi, che promuove l’agricoltura biologica e la sostituzione dei prodotti sintetici; ciò in particolare per la popolazione infantile…”.

Ma per quale motivo i bambini sarebbero i più colpiti? “ Perché i residui sono tarati su un corpo di 60 kg…. e per le conseguenze che si manifestano a livello infinitesimo di tipo epi-genetico e ormonale….e per le modificazioni delle proteine cellulari, trattandosi in questo caso di Glifosate, ovvero di un aminoacido modificato chimico-sintetico…, che si inserisce nelle sintesi proteiche creando “caos biologico”, enzimatico, ecc.ecc.”. Ma Prof. Altieri dunque dobbiamo ritenere latitanti le legislazioni europea ed italiana?

“ Se non latitanti le dobbiamo considerarle anch’esse contaminate. Da cattive abitudini ed illegittimità. Infatti la Legislazione europea dal mese di agosto 2016 vieta l’uso di glifosato in pre-raccolta per il grano duro, precedentemente usato anche in Italia per questa pratica incivile e disumana che mette a rischio la base della dieta mediterranea. In Italia però, il glifosate si continua a usare in pre-semina e sotto le coltivazioni arboree, contaminando in ogni caso le acque ( primo

residuo rilevato in tutta Italia dalle analisi Ispra) ed i raccolti, con conseguenze inevitabili sulla salute umana”. Alla fine il Professore, soprattutto per non scoraggiarci e smetterla con il nostro spaghetto quotidiano, qualche rimedio tranquillizzante ce lo indica?: “Primavera silenziosa” di Rachel Carson, 1962, è un libro da leggere assolutamente per chi ha a cuore la salubrità del cibo ed il proprio benessere. Eppoi un “ principio di precauzione”. Per non mangiare porcherie è necessario acquistare Pasta Biologica certificata, nella cui etichetta ci sia scritto “ Agricoltura Italia”, considerando che gli agricoltori biologici hanno diritto all’assenza di contaminazioni da derive di Pesticidi chimici provenienti dai campi vicini con sentenze passate in giudicato, che impongono ai confinanti che usano Pesticidi chimici una fascia di sicurezza a coltivazione biologica. Inoltre una raccomandazione organizzarsi ed aderire in Gruppi ed Associazioni del tipo Cibus in Primis, che hanno lo scopo di fare rete, informazione pressante ed acquisti direttamente dalla Biologia

Certificata”. Allora ,affidiamoci alle etichette ma non lasciamoci suicidare!

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