Finanziarie recupero crediti. Il terrorismo corre sui cellulari

Occhio alle distonie (probabili truffe) di alcune società fornitrici di energia elettrica.

 

Di Roberto Casalena

 

Capita spesso, che cambiando utenza, perché ritenuta troppo cara, e che sarebbe dovuta essere gestita con contatore elettronico, cioè diretto, accade invece che dopo mesi e mesi giunga un conguaglio. Il cliente, dice, ma quale conguaglio se il contatore è diretto, collegato con Acea? Un dipendente della società Acea spiega che i contatori telematici rappresentano la metà delle utenze, perché i computer non riescono ad immagazzinare ed ad elaborare tutti i dati.

Dunque, quando giunge il conguaglio, l’utente non perda tempo, e cambi gestore, all’istante. Un cliente passa, per esempio, ad Eni, che pensa possa essere una società seria. Ma neanche per sogno. Giungono bollette del valore di oltre la metà di quelle inviate dalla società precedente, ma sulle quali, poi, si chiederà il conguaglio. L’Eni, da parte sua, invia bollette dimezzate rispetto a quelle di Acea. Il cliente pensa, meno male, ho fatto in tempo a cambiare il gestore. Ma neanche per sogno. Dopo bollette “miti”, alla fine, dopo oltre un anno giunge il conguaglio, circa 900 euro. Il cliente non paga, e si oppone al sopruso. Intanto, cambia ancora gestore, così la corrente non può essere staccata. Poi giunge la missiva dell’Eni per ottenere le somme dovute, con artifici machiavellici. L’ex cliente manda cosí il Vaffa di Grillo. Quindi, prima Acea, e poi Eni, vendono i loro pacchetti a società di recupero crediti. Tutti mandati al Vaffa, con tanto di motivazioni. Passano gli anni, ed alla fine rispunta un’altra società di recupero crediti, che neanche si qualifica. E chi ha fornito loro il numero del cellulare dell’ ex utente? Altro che Privacy. E così anche quest’ultima società si prende il Vaffa, by Grillo. Ma nessuna società che chiede i soldi, per altro non dovuti, prova a  fare causa. Solo minacce per mettere paura a l’ex utente, solitamente ignorante, ed in questo acquitrino, i “pirati” di Acea ed Eni, e da altre compagnie ci sguazzano. E già, perché in un eventuale processo perderebbero di sicuro anche le mutande, oltre che il Vaffa di Grillo.

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